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23 Agosto 2022
17:33

Palmieri ucciso con 40 coltellate da moglie e figli, casa piena di telecamere. Il fratello inveisce sui social

La casa di Ciro Palmieri, ucciso da moglie e figli con 40 coltellate a Giffoni Valle Piana, era piena di telecamere. Il fratello sui social inveisce contro cognata e nipoti.
A cura di Nico Falco
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Luca Palmieri e Monica Milite, rispettivamente fratello e moglie della vittima, Ciro Palmieri
Luca Palmieri e Monica Milite, rispettivamente fratello e moglie della vittima, Ciro Palmieri

Ciro Palmieri, il panettiere ucciso con 40 coltellate da moglie e da due dei figli a Giffoni Valle Piana (Salerno), aveva riempito la casa di telecamere. Ben sei occhi elettronici, per tenere continuamente sotto controllo quell'appartamento di appena tre stanze più accessori. Ed è stato proprio quel sistema di sorveglianza a incastrare Monica Milite, il figlio Emanuele Palmieri, 18 anni, e l'altro figlio di 15 anni, mostrando quella feroce aggressione avvenuta davanti agli occhi dell'altro figlio di 11 anni. Nelle scorse ore il fratello della vittima, Luca Palmieri, ha pubblicato sui social foto e video in cui si scaglia contro la cognata e i nipoti.

La casa di Palmieri piena di telecamere

Quel pomeriggio del 29 luglio, per uccidere Ciro Palmieri, hanno ricostruito gli investigatori, sono stati usati 5 coltelli. Le scene dell'orrore sono state riprese dalle telecamere, che lo stesso panettiere aveva fatto installare in tutta la casa anni fa, quando i figli erano piccoli: si vede il litigio tra i componenti della famiglia, l'aggressione, anche le fasi successive, il giorno dopo, quando il cadavere è stato sezionato prima di essere caricato di notte sull'automobile di famiglia per poi essere gettato in in dirupo.

Le registrazioni delle telecamere sono state recuperate grazie a un perito della Procura di Salerno. Resta da capire chi abbia materialmente manomesso le telecamere per cancellare quei filmati e se la moglie e i due figli del panettiere abbiano avuto un complice che potrebbe averli aiutati quando hanno trasportato il cadavere da Giffoni Valle Piana alle colline di Curti, dove il corpo è stato abbandonato prima di denunciare, il 30 luglio, la scomparsa del congiunto ai carabinieri. All'oscuro dell'omicidio anche un quarto figlio della coppia, un 23enne che lavora al Nord e che, una volta ricostruito quello che era accaduto, ha chiesto l'affidamento del fratello 11enne.

Sui social il fratello contro moglie e figli della vittima

Monica Milite, il figlio Emanuele Palmieri e l'altro figlio di 15 anni sono accusati di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dall'occultamento di cadavere. Per i primi due è stata disposta la misura cautelare in carcere a Salerno; nel carcere di Fuorni, davanti al gip, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il minorenne è stato sottoposto a fermo (poi convalidato) e collocato in un istituto penale minorile; al gip ha confermato quanto aveva già detto al pm, parlando del clima insopportabile in casa dovuto al carattere violento del padre.

Il fratello di Palmieri, Luca, sui social ha sostenuto che la vittima non fosse una persona violenta, condannando le vessazioni di cui il panettiere si sarebbe reso responsabile nei confronti della famiglia ma non ritenendo che potessero essere una "giustificazione" per un omicidio perpetrato con queste modalità. Nelle scorse ore l'uomo ha continuato a scagliarsi contro la cognata e i nipoti, con insulti ed invettive. In una delle foto pubblicate si mostra insieme a Monica Milite, entrambi sorridenti, e chiede: "Questo è quando venivi maltrattata, eh?". In un altro post ha pubblicato il video del nipote che guida e, rivolgendosi idealmente al fratello, ha scritto: "Questo è quello a cui ha anche insegnato a guidare la tua macchina, ed è stato proprio lui con la tua macchina a buttarti nel dirupo. Dovete soffrire ogni giorno in carcere fino alla morte".

Nel 2015 Monica Milite denunciò il marito per maltrattamenti, la conseguenza fu un ordine di allontanamento; il provvedimento venne poi ritirato in quando la donna decise di ritrattare le accuse. Luca Palmieri in uno dei post si è scagliato anche contro il parroco, che aveva raccontato di essere a conoscenza delle vessazioni che avvenivano in quella casa di via Marano e che moglie e figli sarebbero stati costretti a restare nell'appartamento. "Signor parroco – scrive l'uomo – se tu sapevi di tutte le violenze subite da quei mostri, come mai non hai fatto in modo di aiutare quelle bestie?".

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