L'Ospedale del Mare di Ponticelli, a Napoli, la struttura sanitaria più nuova della città, è senza riscaldamento e acqua calda nei giorni più freddi dell'anno. Siamo a gennaio, con la colonnina di mercurio che scende sotto lo zero di sera, con il Vesuvio innevato e con una pandemia da Nuovo Coronavirus in corso ma in una delle strutture sanitarie principali del capoluogo campano manca un elemento fondamentale. Motivo? Il grosso cedimento all'esterno della struttura, avvenuto la scorsa settimana, la voragine nell’area parcheggio che ha causato danni agli impianti del gas.

Ieri una nota del nosocomio reperita dall'Azienda sanitaria Locale Napoli 1 Centro ha disposto la dimissione dei pazienti meno gravi (e che possono quindi tornare a casa senza rischio) l'arrivo di coperte, la possibilità di acquistare stufe autonome alimentate ad elettricità e altresì disposto la limitazione dell'afflusso al pronto soccorso da parte delle ambulanze del 118.

In serata, ieri, l'Asl Napoli 1 ha spiegato lo stato della situazione:

I tecnici lavorano senza sosta e la direzione strategica ha predisposto ogni atto utile a realizzare un allacciamento temporaneo ad una centrale provvisoria che è già stata ordinata e che arriverà nelle prossime ore a Ponticelli. Per procedere nel più breve tempo possibile,  è stata presentata un’istanza di dissequestro temporaneo di una minima parte dell’area per realizzare l’opera temporanea con tutte le precauzioni necessarie a salvaguardare le finalità processuali dell’adottata misura cautelare. Il dissequestro temporaneo di questa piccola porzione di terreno consentirà di completare i lavori.

Sono state emanate ulteriori misure organizzative rispetto a quanto già disposto dopo l’interruzione dell’impianto, misure finalizzate all’operatività del presidio ospedaliero alle sole attività di emergenza o attività critiche per prognosi quoad vitam, nonché a fornire il massimo supporto per limitare i disagi.

Stamane sono arrivate  coperte e stufe per porre momentaneamente rimedio all’estremo disagio di pazienti e operatori sanitari dovuto alla prolungata mancanza di acqua calda e condizionamento dell’aria. Lo testimonia il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli: "Chiedo alla Procura della Repubblica di autorizzare i lavori in questione, dissequestrando l’area interessata limitatamente all’esecuzione delle opere,  per restituire comfort e dignità a quanti sono ricoverati nella struttura che attualmente sono costretti a provvedere alle operazioni di igiene personale con acqua ghiacciata. Occorre agire con premura per ripristinare la doverosa  qualità  dell'assistenza ai pazienti e condizioni di lavoro sostenibili per il personale che consentano la ripresa delle attività sospese tra le quali la diagnostica di laboratorio”.