Scuole dell'infanzia (o materne) chiuse, asili aperti. È caos al Comune di Napoli sull'interpretazione dell'ordinanza 79 del governatore Vincenzo De Luca che ha sospeso le attività scolastiche in Campania, per scuole dell'infanzia, elementari, medie, superiori e università per 15 giorni a partire da domani e fino al 30 ottobre. A Palazzo San Giacomo si interrogano se anche gli asili nido, che ospitano i bambini da 3 mesi a 3 anni, debbano essere inclusi nel provvedimento o debbano invece restare aperti. L'ordinanza regionale, infatti, non li cita, specificando solo che “in tutte le scuole dell’infanzia sono sospese l’attività didattica ed educativa, ove incompatibile con lo svolgimento da remoto, e le riunioni degli organi collegiali in presenza”. Le scuole dell'infanzia, o materne, tecnicamente ospitano i bimbi da 3 a 6 anni e quindi sono diverse dagli asili nido.

Municipalità in ordine sparso sugli asili

Da qui, il rebus in Municipio. I direttori delle dieci municipalità cittadine stanno cercando di dipanare la matassa con un vertice via chat in serata. Alcuni hanno già preso la decisione: domani, per esempio, nella IX Municipalità di Soccavo-Pianura, saranno chiusi anche gli asili nido. Mentre molti asili nido privati invece domani saranno aperti, per esempio nella I Municipalità di Chiaia-Posillipo. "Inconcepibile – affermano Annibale De Bisogno (Uil) e Franca Pinto (Csa) – che 10 Municipalità adottino soluzioni diverse. L'ordinanza regionale è finalizzata a ridurre la mobilità e i contatti tra le persone al fine di ridurre il contagio da Covid19. Il Comune di Napoli non l'ha capito. L'incapacità gestionale è sotto gli occhi di tutti. Domani chiederemo un incontro  al governatore De Luca per fare chiarezza".

I sindaci contro De Luca: “Sbagliato chiudere la scuola”

Intanto, l'Asmel, l'Associazione che riunisce oltre 3.300 Comuni di tutta Italia, tra cui quasi tutti quelli campani, si schiera contro l’ordinanza del governatore De Luca che chiude le scuole primarie e secondarie fino al 30 ottobre. “Le scuole sono l’ultima istituzione a dover chiudere – spiega Francesco Pinto, segretario generale ASMEL – finanche in stato di guerra. La soluzione di De Luca va al di là di qualsiasi logica. I dati ufficiali indicano che le scuole sono il luogo più sicuro contro i contagi, al pari dei posti di lavoro, tutti molto attrezzati al riguardo. Al contrario, sono i mezzi pubblici dove la gente è letteralmente ammassata, la fonte di sicuro contagio. I titolari di bus privati, parcheggiati nelle autorimesse per assenza di clienti e turisti, sarebbero ben lieti di essere precettati, per potenziare il trasporto pubblico”. ASMEL chiede che “il Governo autorizzi i Comuni a intervenire con un provvedimento ad horas che indichi risorse e tariffe di rimborso. I sindaci – conclude – come sempre, sapranno intervenire subito come in ogni occasione di emergenza”.