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Omicidio Vassallo, ordinanza annullata di nuovo: mancano i gravi indizi di colpevolezza

La Cassazione ha annullato il provvedimento emesso nei confronti del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo e degli altri indagati e ha rinviato gli atti ad un’altra sezione del Riesame.
A cura di Nico Falco
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Angelo Vassallo ucciso nel 2010
Angelo Vassallo ucciso nel 2010

La Cassazione ha annullato, per la seconda volta, l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Salerno con cui era stata confermata la misura cautelare del gip nei confronti dei quattro indagati per l'omicidio di Angelo Vassallo, il "sindaco pescatore" di Pollica-Acciaroli, ucciso il 5 settembre 2010; il provvedimento era stato emesso nei confronti del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, dell'ex brigadiere Lazzaro Cioffi, dell'imprenditore Giuseppe Cipriano e dell'ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso, tutti finiti in carcere un anno fa perché ritenuti coinvolti nella morte di Vassallo e rimasti detenuti per sette mesi.

Annullata ordinanza per omicidio Vassallo

Come per il precedente annullamento, il motivo è sui gravi indizi di colpevolezza, non riscontrati dai giudici. Gli ermellini, in accoglimento del ricorso presentato dalla difesa del colonnello Cagnazzo, hanno disposto che gli atti vengano trasferiti a un altro collegio giudicante; il Riesame di Salerno aveva confermato la decisione iniziale, revocando solo le misure cautelari.

La difesa di Cagnazzo: "Sempre creduto nella sua innocenza"

Gli avvocati del colonnello Cagnazzo, Ilaria Criscuolo e Agostino De Caro, in una nota si dicono soddisfatti "per la odierna decisione della Corte di Cassazione che ha annullato con rinvio l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Salerno, evidentemente destrutturando il provvedimento sotto il profilo della sussistenza della gravità indiziaria". Dicendo di avere "sempre creduto nella innocenza del nostro assistito", i legali aggiungono:

"Il Tribunale del Riesame invero, pur revocando la misura carceraria per sopravvenuta mancanza di esigenze cautelari, aveva tuttavia confermato ed anzi ulteriormente rafforzato la tenuta del quadro indiziario. Ci preme evidenziare  che è la seconda volta che la Corte Suprema accoglie il ricorso della difesa annullando l'ordinanza del Tribunale della Libertà, al quale – già in occasione del prima annullamento – la sentenza della Cassazione aveva indicato talune direttive da seguire su temi ben precisi in punto di gravità indiziaria, le quali tuttavia non sono state adeguatamente considerate dal riesame salernitano. Di qui il secondo annullamento intervenuto all'esito dell'udienza di ieri 17 dicembre".

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