Era nato e cresciuto a Somma Vesuviana (Napoli) Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere dei carabinieri ucciso con undici coltellate il 26 luglio del 2019, per il quale ieri la  prima corte d’Assise a Roma ha condannato all'ergastolo per omicidio Finnegan Lee Elder e Christian Natale Hjorth. «Nessuna condanna mi ridarà indietro Mario, non ci ridarà la nostra vita insieme. Oggi è stata messa la prima pietra per una giustizia nuova» ha dichiarato la vedova Rosa Maria Esili nell’aula bunker di Rebibbia, alla lettura del dispositivo.

La sentenza è arrivata ieri in tarda serata. Oggi il sindaco della città natale di Cerciello,  Salvatore di Sarno, la commenta: «Grazie alla magistratura che ha fatto un gran lavoro in tempi rapidi, garantendo la giustizia con la condanna degli assassini di Mario».

Somma Vesuviana intitolerà una scuola a Mario Cerciello Rega. «Ho già provato a mettermi in contatto con la moglie Rosa Maria – ha aggiunto Di Sarno che conosceva fin da piccolo il vicebrigadiere ucciso –. Con Mario ci conoscevamo dal periodo dell'infanzia ed era una persona onesta. A dicembre 2019 piantammo un melograno proprio dinanzi alla bandiera dell'Italia. Siamo stati sempre vicini alla famiglia, alla moglie. L'ultimo ricordo di Mario è quando venne da me per la promessa di matrimonio, un momento intenso che Mario volle condividere. Vorrei ricordare i tanti carabinieri, magistrati, esponenti dello Stato e delle forze dell'ordine che hanno dato la vita per la legalità o che rischiano ogni giorno la propria vita».