“No ai negozi di calamite souvenir a San Gregorio Armeno” serrata delle botteghe dei presepi

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Serrata dei bottegai in via San Gregorio Armeno dopo l’annuncio dell’apertura di un negozio di souvenir.

"No ai negozi di calamite, souvenir e gadget low cost a San Gregorio Armeno". Le botteghe dei maestri di presepi e pastori annunciano la serrata contro il rischio di apertura di prodotti a basso costo e di scarsa qualità nella strada famosa nel mondo per l'artigianato locale. La manifestazione si svolgerà domani, lunedì 14 settembre. Le saracinesche delle botteghe resteranno chiuse fino alle ore 14. La protesta è scoppiata dopo aver appreso dell'affitto di uno degli storici locali e dell'apertura di un nuovo negozio di souvenir. Si tratterebbe, secondo l'associazione dei bottegai, "di un contratto di affitto di ramo d’azienda a favore di un nuovo operatore commerciale, con una proposta merceologica e una tradizione diversa da quella legata all’artigianato presepiale storico della strada".

"San Gregorio Armeno – dichiara Vincenzo Capuano, presidente dell’Associazione Le Botteghe di San Gregorio Armeno – non può trasformarsi in una semplice strada commerciale. Qui è stata tramandata per generazioni un’arte presepiale unica al mondo. Perdere le botteghe storiche e la loro tradizione artigianale significherebbe spezzare una memoria antica e cancellare una parte dell’identità di Napoli".

Il negozio, a quanto apprende Fanpage.it, sarà gestito con licenza di artigianato. All'interno ci sarebbero ancora dei presepi realizzati dal proprietario. Non è escluso che possa esporre e mettere in vendita il tradizionale "scoglio" di sughero, dove generalmente viene collocata poi la Natività. Ma l'associazione dei bottegai, al di là del caso singolo, chiede al Comune certezze che la vocazione storica commerciale della strada sia tutelata. Il Municipio è già intervenuto con l'articolo 13 della delibera 288/ 2026 dove si legge, al comma 5, "nella strada di San Gregorio Armeno è ammessa la sola attività di produzione e vendita di prodotti dell’arte presepiale e dei pastori".

"L’operazione è legittima – spiega Gabriele Casillo, portavoce dell’Associazione – e nessuno vuole impedire a un imprenditore di investire. Ma proprio questi cambiamenti ci impongono di aprire una riflessione sul futuro dell’intera strada e su come accompagnare lo sviluppo commerciale senza cancellarne l’identità".

La serrata dei presepiai

La mobilitazione nasce, spiega l'associazione dei bottegai, "dalla crescente preoccupazione per la trasformazione delle attività commerciali presenti lungo la strada e per il rischio che la vocazione artigianale e presepiale venga progressivamente messa in secondo piano. San Gregorio Armeno è da secoli il cuore della tradizione dei presepi napoletani: una strada fatta di botteghe, pastori, maestri artigiani e professionalità tramandate di generazione in generazione".

Gli artigiani precisano che la protesta non nasce dalla volontà di ostacolare lo sviluppo commerciale, né dalla contrarietà a nuovi investimenti o all’arrivo di nuovi operatori. "Non siamo contrari allo sviluppo – sottolinea Capuano – e non mettiamo in discussione il diritto di chiunque di investire e fare impresa. La domanda che poniamo è un’altra: quale sarà, tra qualche anno, la fisionomia di San Gregorio Armeno?».
L’obiettivo, spiegano le Botteghe, è chiedere che la crescita della strada sia compatibile con la sua storia e con la sua specificità. San Gregorio Armeno può e deve crescere, ma senza perdere ciò che la rende unica e conosciuta in tutto il mondo. Non vogliamo che si ripeta quanto già avvenuto in altre strade commerciali della città, come via Chiaia, fino a trasformare una strada di artigiani in una semplice vetrina commerciale, privata di quell’identità napoletana che ci appartiene da secoli".

La richiesta al Comune per tutelare le botteghe

Da qui, la richiesta al Comune di Napoli e alle istituzioni: aprire un tavolo di confronto permanente e individuare strumenti concreti per tutelare le attività artigiane, la produzione presepiale e la specificità storica e culturale di San Gregorio Armeno. "Chiediamo alle istituzioni di lavorare insieme agli operatori per costruire un modello di sviluppo che tenga insieme economia, turismo, commercio, artigianato e tutela dell’identità culturale della strada".

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