Nessuna riduzione di pena per Nicola Cosentino: resterà in carcere ancora per tre anni e due mesi
Non ci sarà nessuna riduzione di pena per Nicola Cosentino, l'ex sottosegretario all'Economia e coordinatore di Forza Italia in Campania, attualmente detenuto nel carcere di Spoleto: lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso della Procura Generale di Napoli. L'ex politico di Casal di Principe è stato condannato in via definitiva a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, per avere agevolato negli anni il cartello dei Casalesi, e a 4 anni per corruzione di agenti penitenziari, avvenuta mentre era in carcerazione preventiva nel carcere di Secondigliano; si è costituito nell'aprile 2023, quando è diventata definitiva la prima condanna.
Nel maggio scorso la Corte di Appello di Napoli aveva riconosciuto il vincolo della continuazione tra il reato di concorso esterno e quello di corruzione, concedendo di conseguenza uno sconto di pena di un anno e due mesi, che avrebbe permesso a Cosentino di uscire dal carcere anticipatamente rispetto ai tre anni e due mesi che gli restano da scontare. A quella decisione si era opposta la Procura Generale, che aveva presentato ricorso presso la Corte di Cassazione. Ora, la decisione degli ermellini, che hanno disposto l'annullamento della pronuncia della Corte di Appello.
Quando Cosentino si è costituito in carcere la pena da scontare, tolti gli anni già trascorsi in carcerazione preventiva e agli arresti domiciliari, era di otto anni e qualche mese. L'ex parlamentare ha poi ottenuto il beneficio della liberazione anticipata, che consiste nella riduzione di 90 giorni per ogni anno da scontare. Quindi l'istanza presentata dal suo difensore, l'avvocato Dario Vannetiello, per ottenere un ulteriore sconto di pena puntando sulla continuazione tra i due reati, accolta dalla Corte di Appello ma su cui si è espressa la Cassazione decidendo per un annullamento senza rinvio.