“Nessun altro deve sentire questo dolore”: parla la compagna dell’ingegnere ferito in una rapina

"Prendeteli. Non per vendetta, ma perché nessun altro deve sentire questo dolore". Parole forti quelle di Emilia, la compagna dell'ingegnere ferito a colpi di pistola durante un tentativo di rapina avvenuto su via Reggia di Portici a Napoli appena poche sere fa. L'uomo se la caverà: nonostante le ferite alla gamba che lo hanno costretto al ricovero all'ospedale del Mare, per l'ingegnere napoletano è iniziato il decorso ospedaliero. "I medici mi avevano assicurato che avrebbero fatto l'impossibile per salvarlo ma che avrebbe molto probabilmente perso la gamba: e invece no, si sono sbagliate. L'hanno salvato e tornerà con i suoi tempi ad una vita normale", ha detto ancora Emilia, che dopo la grande paura ora attende solo che le loro vita ritornino quelle di prima.
"Qualche ora prima stavo preparando la cena dopo una giornata di lavoro", ha raccontato la donna, con un lungo post di Facebook, "e all'improvviso, tutto il nostro mondo, quello che fino a quel momento stavamo mettendo su, tutto colorato di noi e della nostra gioia, del nostro amore puro e forte, dei nostri sogni e dei nostri progetti, si è colorato di nero". Il compagno, che era fermo a fare benzina, era infatti stato colpito da alcuni proiettili dopo essersi rifiutato di consegnare il suo motorino ad alcuni malviventi: in condizioni gravi per aver perso molto sangue, il giovane era stato portato all'ospedale del Mare in codice rosso.
"A chi va il "merito"? A chi aveva deciso di scendere di casa con una pistola carica e di andarsi a prendere con la prepotenza e con una spietata efferatezza qualcosa che non gli apparteneva", ha aggiunto ancora Emilia, "sparare due colpi per un motorino, comprato per raggiungere più velocemente il centro, dopo otto mesi che combattevamo per salvare la vita del papà di Fabio e, che dopo una lunga battaglia, si è spento giusto due settimane fa", ha proseguito la donna, che poi ha ringraziato le tre dottoresse che si sono occupate di lui. "Hanno mostrato professionalità ed empatia, mi assicuravano che avrebbero fatto l'impossibile per salvarlo". E così è stato.
"Oggi Fabio sta bene, a risultato di una matrice di eventi che ha visto combinarsi la scrupolosità di chi l'ha soccorso, la professionalità di chi ha operato e la fortuna che ogni tanto si fa sentire", ha chiosato Emilia, spiegando che "Fabio è una persona onesta, una persona buona, una persona che merita soltanto il bene e il bello del mondo. Di persone buone ce ne sono e pensare che non siano al sicuro mi fa stare male". E infine, un messaggio rivolto a forze dell'ordine e magistratura: "Prendeteli. Non per vendetta, la vendetta è volgare come la cattiveria e come l'atto che hanno commesso. Prendeteli perché nessun altro deve sentire questo dolore. Hanno provato a distruggere il nostro mondo, ma non ci sono riusciti: l'amore è sempre più forte dell'odio". E lo stesso compagno, adesso, chiede di voler incontrare il ragazzo nero che era al distributore quella sera, per poterlo ringraziare dei primi soccorsi: appello ripreso da Radio Marte e dal conduttore Gianni Simioli.
