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3 Luglio 2021
19:21

Il Napoli Pride 2021: in piazza Zan, Paola Turci, Arisa, Francesca Pascale

A Napoli festa grande per il Pride 2021, a venticinque anni dal primo grande pride nazionale nel capoluogo partenopeo. Presenti anche Alessandro Zan, Paola Turci, Francesca Pascale e Arisa. “Non possiamo finire come l’Ungheria e la Polonia”, ha spiegato Alessandro Zan, promote dell’omonimo disegno di legge. Tra i candidati sindaco, presenti Manfredi, Bassolino, la Clemente e D’Angelo.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Festa grande a Napoli per il Pride 2021, che quest'anno ricorda anche i 25 anni dalla prima manifestazione nazionale che si svolse nel capoluogo partenopeo. Tante le persone presenti, tra cittadini, attivisti e volti noti della politica e dello spettacolo: dalle cantanti Paola Turci ed Arisa, passando per Francesca Pascale (ex compagna di Silvio Berlusconi) ed Alessandro Zan, il deputato del Partito Democratico che ha promosso il disegno di legge che porta il suo nome e che aggiunge le discriminazioni verso omosessuali, donne e disabili a quelle comprese nei reati d'odio per discriminazione razziale, etnica o religiosa, già esistenti.

"Mai come Ungheria e Polonia"

"Non possiamo finire come l'Ungheria e la Polonia", ha spiegato Zan, "approvare una legge come questa significa posizionare l’Italia tra i Paesi più avanzati, non approvarla significa darla vinta a Salvini che flirta, come la Meloni, con Orban e Duda e con quei Paesi che stanno facendo leggi omofobe e sessiste e che stanno riducendo le libertà. L'Italia", ha aggiunto ancora Zan da piazza Dante, "non può scivolare rovinosamente verso quei Paesi, ecco perché importante approvare questa legge".

Chi c'era in piazza al Pride Napoli

"Questa non è una piazza da schizzati, come ho sentito dire da alcun persone appartenenti alle istituzioni. Questa è una piazza colorata, bellissima, pacifista, che ha voglia di diritti, di persone che vogliono essere considerate come tutti", ha detto Francesca Pascale, giunta in piazza Dante per portare il proprio sostegno ai manifestanti, "Purtroppo in Italia questo non accade soprattutto per quella parte politica da cui bisogna semplicemente prendere le distanze perché è pericolosa. La famiglia", ha aggiunto ancora la Pascale, "è quel nucleo fatto di persone che si amano e che hanno rispetto reciproco. Ma questo i politici non lo capiscono".

"In tanti Paesi", ha fatto eco Alessandra Clemente, assessore al Comune di Napoli e candidata sindaco alle comunali 2021 per Palazzo San Giacomo, "c'è la pena di morte per un abbraccio o un bacio di una coppia non eterno, nel 2021 l'Ungheria vieta di parlare ai bambini di omosessualità: ci meravigliamo, eppure in Italia ci sono ancora persone che additano le dimostrazioni affettive pubbliche di coppie che si amano perché non rientrano nella loro visione del mondo riduttiva e discriminatoria. Per questo è nato il Pride che vuol dire orgoglio. Orgoglio di essere pienamente se stessi, di amare prima di tutto", ha aggiunto ancora la Clemente.

"In politica bisogna sempre cercare di essere un passo avanti alla realtà, e sono molti i modi per esprimere sentimenti, affetti, sessualità e tutti devono essere rispettati", ha aggiunto invece Antonio Bassolino, anche lui tra i candidati per Palazzo San Giacomo, "Questa è la realtà della piazza e questa è la strada su cui dobbiamo metterci. I diritti civili e i diritti sociali devono sempre camminare insieme e mai in contrapposizione". Anche Gaetano Manfredi, presente in piazza e anch'egli in corsa per la poltrona di sindaco di Napoli, ha detto che quella sul decreto Zan "è una battaglia di tutto il Paese, ma che a Napoli ha un sapore diverso perché questa è sempre stata la città dell'inclusione e dei diritti e dunque è importante che questo impegno e questo messaggio a tutta l'Italia parta da qui".

"Sono passati 25 anni dal primo Pride nazionale di Napoli del 1996", ha detto Sergio D'Angelo, anche lui candidato alle comunali di Napoli, "Lo ricordo bene, eppure se pensiamo alle tristi notizie di violenza che ancora oggi affollano le pagine di cronaca e all'ostruzionismo contro l'approvazione del disegno di legge Zan, appare purtroppo evidente che la guerra contro l'omolesbotransfobia è ancora lontana dall'essere vinta".

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