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12 Ottobre 2021
16:04

Se hai più di quarant’anni riconoscerai queste zone di Napoli

I “bei tempi che furono” immortalati in migliaia di fotografie diffuse sui social nei vari gruppi di appassionati che così ricostruiscono la Napoli del passato a beneficio di chi non era nato negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Storia per immagini nel cuore di una città che oggi non c’è più.
A cura di Redazione Napoli
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Per fare un giro nel passato di Napoli non serve andare molto lontano: basta aprire i vecchi album di fotografie di famiglia. Ma se quelle foto sono troppo personali o le ricordiamo troppo bene, allora basta tuffarsi in quel grande archivio sempre in aggiornamento rappresentato da Internet.

In particolare ci si può iscrivere ai vari gruppi e pagine social (soprattutto su Facebook e Instagram) che a cadenza quotidiana pubblicano immagini storiche note e più note, foto personali, vecchie cartoline della Napoli che fu. E si scoprono mondi che magari sono sconosciuti ai più sui vari "Napoli Retrò"; "Napoli antica", "Napoli da riscoprire" e così via.

Chi ha più di quarant'anni ed è nato e vissuto quindi negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta all'ombra del Vesuvio,  conosce benissimo i luoghi di queste foto. Quando piazza Municipio a Napoli era piena di verde e di alberi; quando via Benedetto Croce ai Decumani non era assediata da bancarelle di ogni tipo.

Lo stadio di Fuorigrotta, fino a qualche anno fa stadio San Paolo e negli anni Sessanta e Settanta privo della copertura, arrivata solo negli anni Novanta coi Mondiali di Calcio. Ci sono tantissime storie sulle architetture e sulle strade della città e tantissimi libri fotografici, uno su tutti "La Napoli di Bellavista" con le immagini di un giovane Luciano De Crescenzo, appassionato fotografo tra le altre cose.

Chi ha una certa età ricorderà anche gli storici locali di via Partenope, come "Il rosso e il nero", ritrovo della movida degli anni belli che furono sul Lungomare partenopeo.  E poi ci sono le foto sfocate, sovraesposte, mosse, quelle delle macchine fotografiche a rullino che non davano mille chance, come gli smartphone di oggi o le macchine fotografiche digitali. C'è chi conserva addirittura i vecchi scontrini di pizzerie e ristoranti e ogni tanto li tira fuori per ricordare a figli e nipoti com'era diversa la vita d'un tempo. E come ci si accontentava di poco.

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