Da positivi a negativi, nel giro di mezz'ora. E non si tratta di guarigioni miracolose: c'è qualcosa che, nei test effettuati, sembra non andare per il verso giusto. E anche piuttosto di frequente. È quello che sta succedendo negli ultimi giorni al Cto, unico Pronto Soccorso ancora aperto ai pazienti non Covid dall'Azienda dei Colli (Cotugno, Monaldi e Cto) e della zona collinare di Napoli. Un boom di falsi positivi ai test rapidi: molti dei pazienti, arrivati in ambulanza, sono risultati contagiati e quindi dirottati in altri ospedali, salvo poi risultare subito negativi allo stesso test effettuato per la seconda accettazione.

La conseguenza, come è facile immaginare, è il caos. I pazienti che vengono ritenuti positivi, infatti, non possono essere ricoverati al Cto, dove non ci sono reparti dedicati Covid. Le ambulanze devono quindi ripartire alla volta di un nuovo ospedale, solitamente il Cardarelli, già ingolfato per i tanti ricoveri, o l'Ospedale del Mare, ancora in affanno dopo la voragine che si è aperta nel parcheggio la mattina dell'8 gennaio. Una volta arrivati al nuovo Pronto Soccorso, ed effettuato il secondo test, dello stesso tipo del precedente, la sorpresa: il paziente è negativo, può essere ricoverato in reparto non Covid e quindi sarebbe potuto entrare anche al Cto, risparmiando tempo ed evitando di tenere un mezzo di soccorso ancora bloccato.

"È capitato molte volte, anzi quasi sempre, che l'esito del test effettuato al Cto non sia stato confermato nell'altro ospedale – spiega a Fanpage.it Giuseppe Galano, responsabile del 118 a Napoli e coordinatore della rete regionale di emergenza – il tampone che viene fatto negli ospedali non è quello molecolare ma il rapido, che può avere falsi positivi e falsi negativi. Ieri (il 28 gennaio, ndr) ho dato mandato alla centrale operativa di non muoversi dal Cto anche se dovessero uscire dei positivi e di attendere il ricovero del paziente nella struttura, anche perché in questo momento il Cardarelli è allo stremo, l'Ospedale del Mare adesso si sta riprendendo dai problemi pregressi, il Loreto Mare e il San Giovanni bosco sono ospedali Covid e non hanno Pronto Soccorso attivo. Così come gli altri ospedali, anche il Cto dovrà ospitare i pazienti sospetti Covid: in questo momento di bisogno e necessità ognuno deve fare la propria parte".

"Il test rapido – continua Galano – non può rappresentare la discriminante assoluta, visto che l'esito del primo test poi non viene confermato dal secondo. Si tratta di test non attendibili, che possono dare dei falsi positivi e, anche se è estremamente più difficile, anche dei falsi negativi. Al Cto abbiamo avuto questo problema moltissime volte, e a questo punto, visto che oggettivamente il test manca di attendibilità, l'ospedale deve attrezzarsi in modo da allestire un'area per i sospetti positivi, e trattenere i pazienti in attesa dell'esito del tampone molecolare".