E mentre, con l'avvicinarsi del coprifuoco, parte la rivolta nel cuore di Napoli, i simboli del potere dello Stato in città sono lontani. Lontanissimi. L'uno, Vincenzo De Luca, è a casa, nella sua Salerno. L'altro, sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, è in televisione a discettare, come di sovente gli capita negli ultimi tempi. Entrambi – Sindaco e Presidente della Regione – sono la manifestazione plastica e il simbolo concreti della lontananza della politica dalla polveriera Napoli. La città brucia e loro due sono assenti. In ritardo.

Il Presidente della Regione, l'eletto a furor di popolo meno di un mese fa, Vincenzo De Luca, se ne sta nella sua Salerno da giorni, lontano dalle contestazioni che in questi giorni si stanno svolgendo sotto il palazzo di Santa Lucia, sede della presidenza regionale. Probabilmente ieri notte a quell'ora era a casa. O nell'ufficio da cui ormai tiene le sue seguite dirette Facebook in cui, un "cazziatone" dopo l'altro, sta cercando di contenere (non riuscendoci, a quanto pare, come pure era riuscito a fare con la prima) la crisi che la seconda ondata di Coronavirus sta portando in Campania. Napoli è una trincea e il Presidente lo sa. Ma a differenza di altre volte, dopo la rielezione di settembre, la linea è cambiata. Da allora De Luca preferisce starsene alla larga dalla città. Così alla larga che i manifestanti di ieri sera (in cui c'era di tutto, da gruppi criminali organizzati a persone semplici e commercianti esasperati) nemmeno sapevano bene quale fosse l'ingresso del palazzo della Regione spento verso cui rivolgere i loro cori di protesta.

Per quanto riguarda de Magistris, invece, l'imbarazzo va in diretta nazionale, durante la trasmissione Titolo Quinto sulla Rai. al cospetto di un'esterrefatta Lucia Annunziata, che a un certo punto gli chiede persino: "Perché non va a vedere cosa sta succedendo?". E il Sindaco, dimostrando completamente di aver smarrito sintonia con la sua città, invece resta a parlare e distribuire opinioni a destra e a manca. I Talk Show, ormai, gli interessano più di Palazzo San Giacomo e delle sorti della città.

In questa lontananza, nella loro distanza a incapacità di capire, si sta consumando sotto gli occhi attoniti nel resto del Paese, la questione-Napoli.