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Napoli, a Port’Alba ruggine e decorazioni staccate scoperti dopo il restauro: altri 180mila euro di lavori

A Port’Alba, la strada delle librerie di Napoli, ancora reti dopo 11 anni dai crolli. Nell’ultimo restauro del 2025 emerse nuove “significative criticità nelle strutture murarie”
A cura di Pierluigi Frattasi
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Port’Alba / Foto Fanpage.it 16–03–2026
Port’Alba / Foto Fanpage.it 16–03–2026

Crepe nelle mura, ruggine sui giunti che reggono le decorazioni, altorilievi staccati scoperti a Port'Alba dopo il restauro fatto ad aprile 2025. Ad 11 anni dai crolli del 2015, la famosa strada delle librerie vicino a piazza Dante a Napoli è ancora ingabbiata dalle reti, nonostante i lavori conclusi ad aprile dell'anno scorso. Proprio durante l'intervento di restauro eseguito da Comune e Soprintendenza, nell'attesa di chiarire le competenze anche con i proprietari privati, "dalle indagini, saggi e videoispezioni e dalle verifiche in loco eseguite, sono emerse significative criticità nelle strutture murarie di intersezione tra il Torrione e la Porta nonché la completa ossidazione degli elementi di ancoraggio degli apparati decorativi e il conseguente disgaggio degli altorilievi", come si legge nella documentazione. Occorreranno altri 180mila euro per rimetterla a posto, questa volta, si spera, in via definitiva.

Il Comune di Napoli ha approvato, infatti, il nuovo Progetto Esecutivo per le "ulteriori opere per la messa in sicurezza della Porta Monumentale di Port’Alba", realizzato tra fine settembre e il 19 ottobre scorso. Palazzo San Giacomo in questi mesi è riuscito a recuperare le risorse necessarie per finanziare il nuovo cantiere, utilizzando fondi dell'avanzo vincolato. La Giunta Comunale, su iniziativa del sindaco Gaetano Manfredi e dell’assessore al Bilancio con delega al Patrimonio, Pier Paolo Baretta, ha approvato la proposta di variazione del bilancio di previsione 2026-2028 da sottoporre al Consiglio Comunale, per consentire la realizzazione dei lavori. L’intervento rientra nel più ampio progetto di restauro e messa in sicurezza della Porta Monumentale e dell’arco di passaggio su via Port’Alba, oggetto dell’Accordo di Collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Napoli.

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"Il degrado strutturale del monumento – sottolinea il Comune – luogo identitario della città, ha richiesto l’installazione di elementi di protezione a tutela dell’incolumità pubblica e l’esecuzione di primi interventi urgenti, cui hanno fatto seguito quelli di restauro avviati lo scorso anno. Durante le attività di restauro condotte dalla Soprintendenza sono emerse ulteriori criticità, tra cui il deterioramento delle murature di intersezione tra il Torrione e la Porta e l’ossidazione degli elementi metallici di ancoraggio degli apparati decorativi. Queste condizioni hanno reso necessari nuovi interventi complementari, per un costo complessivo stimato in circa 176mila euro. Per tali opere è già stato approvato il progetto esecutivo. Una parte della spesa sarà finanziata attraverso l’utilizzo di oneri concessori, mentre per la restante quota – 87mila euro – la Giunta propone al Consiglio Comunale l’utilizzo dell’avanzo vincolato derivante da fondi BOND e da economie su mutui. L’intervento garantisce la prosecuzione del percorso di messa in sicurezza e di recupero della Porta Monumentale di Port’Alba, con l’obiettivo di preservare un bene di straordinario valore storico e culturale e restituirlo alla piena fruizione della cittadinanza e dei visitatori".

La storia dei lavori a Port'Alba

Port'Alba, la stradina delle librerie – ma molte oggi hanno chiuso – di Napoli, ha una storia antica. L'antico torrione di guardia risale all’epoca della murazione angioina. Nel 1624, per volere del viceré di Napoli, Don Antonio Alvarez di Toledo duca d’Alba, venne aperto un varco per collegare via dei Tribunali con il Largo del Mercatello, dove oggi c'è piazza Dante. Non era la prima volta. Già in passato i napoletani avevano scavato dei "pertusi", dei buchi, cioè, da usare come scorciatoie, ma la Porta nacque ufficialmente allora, sancita per via istituzionale. L'attuale configurazione della Porta risale, invece, al 1797: era il periodo della Repubblica Partenopea, la fase giacobina di Lenòr Pimentel Fonseca.

Negli ultimi anni, il portale monumentale è stato soggetto ad un progressivo deterioramento. Si sono registrati distacchi di pietre dalla volta. Il Comune a luglio 2015, 11 anni fa, intima ai proprietari dei terrazzi soprastanti la messa in sicurezza. Ne nasce un lungo contenzioso volto a stabilire di chi sia la responsabilità dei lavori di restauro. L'ordinanza non viene rispettata. Nel 2020, il Comune dà mandato a Napoli Servizi di mettere le reti protettive per contenere la caduta di calcinacci, considerando il continuo viavai di cittadini e turisti sottostante. Ad aprile 2021 interviene la Soprintendenza che denuncia le "condizioni di degrado e dissesto" in cui versa la Porta, "richiedendo un intervento urgente di messa in sicurezza e di risoluzione delle infiltrazioni". Le reti vengono sostituite e riposizionate.

Il sopralluogo dei carabinieri nel 2024

A giugno 2022, intervengono la Protezione Civile e i vigili del fuoco, che provvedono a spicconare la parte a rischio crollo dall’intradosso della volta di Port’Alba. Partono nuove diffide ai proprietari per la messa in sicurezza. Si arriva a gennaio 2024, quando viene eseguito un sopralluogo con Soprintendenza, tecnici comunali e Carabinieri Nucleo Tutela Immobili vincolati, durante il quale venivano rilevate alcune criticità sull’arco e all’intradosso della volta. Interviene con urgenza Napoli Servizi.

Viene riscontrato tra l'altro "un significativo stato di disgregazione e di distacco dell’intonaco", "fenomeni di deterioramento degli elementi scultorei e decorativi con progressiva ossidazione delle imperniature metalliche, ammaloramento delle malte, disgregazione ed erosione dei materiali lapidei costituivi delle sculture aggettanti, formazione di vegetazione infestante, incrostazioni e patine su cornici, fregi e balaustre; la facciata monumentale della porta ha rivelato quindi alla visione ravvicinata uno stato di degrado che si suppone aggravato anche dalle percolazioni d’acqua i cui percorsi (condotti, pluviali o anche dilavazione)". E, ancora, "la parte bassa del paramento in piperno subisce i danni provocati da condotti/pluviali d’acqua non bene visibili e da danni antropici vandalici come graffiti spray".

I lavori del 2025 sul fronte monumentale

L’arco sovrastante via Port’Alba è costituito da due strutture distinte. La prima è l’antico torrione di guardia risalente alla murazione angioina. La seconda è il portale monumentale, adiacente alle murature dell’originario torrione. La Soprintendenza programma il restauro del fronte monumentale. Per quanto riguarda la volta, invece, "in attesa della risoluzione del contenzioso pendente volto a stabilire di chi sia la responsabilità dei lavori di restauro, il Comune di Napoli si è attivato per conseguire la messa in sicurezza della volta di Port’Alba, prevedendo l’esecuzione di un intervento localizzato all’intradosso della volta stessa per ripristinare le condizioni di sicurezza e di decoro dello spazio urbano".

È stato fatto quindi un accordo di collaborazione tra Comune e Soprintendenza, in cui la seconda ha garantito la copertura finanziaria per la realizzazione delle attività concernenti la progettazione, la direzione dei lavori di restauro dell’Arco monumentale. E il Comune ha garantito la copertura finanziaria per la progettazione e realizzazione delle opere provvisionali e dell’intervento di messa in sicurezza dell’Arco di passaggio. Il progetto esecutivo è stato approvato a febbraio 2025. I lavori sono stati affidati dal Comune e la messa in sicurezza è stata conclusa ad aprile scorso. Proprio durante questo intervento sono emerse nuove "significative criticità nelle strutture murarie di intersezione tra il Torrione e la Porta nonché la completa ossidazione degli elementi di ancoraggio degli apparati decorativi e il conseguente disgaggio degli altorilievi", che adesso bisognerà risolvere.

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