“Napoli, a causa dei casi di epatite A c’è l’allarme zuppa di cozze per Pasqua” parla l’esperta del Cotugno

"Abbiamo un aumento di casi di Epatite A a Napoli, molti pazienti contagiati dopo aver mangiato frutti di mare e pesce crudo. L'anno scorso abbiamo avuto 20 casi nei primi 6 mesi, adesso negli ultimi 15 giorni siamo già a 40 pazienti ricoverati. Il problema in questo momento è che anche gli ospedali di periferia stanno chiedendo posti letto per l'Epatite A. Al Pronto Soccorso del Cotugno abbiamo una media di 7-10 pazienti al giorno e non riusciamo ad accettare altri trasferimenti. Al momento non c'è criticità. Ma la preoccupazione maggiore è per le feste di Pasqua, per il tradizionale consumo della zuppa di cozze".
A parlare a Fanpage.it è la dottoressa Novella Carannante, specialista di malattie infettive del Pronto Soccorso dell'ospedale Cotugno, afferente all'Ospedale dei Colli. Per l‘attuale situazione dell'Epatite A il Cotugno si sta occupando sia degli aspetti clinici che della raccolta dei dati sui pazienti. Mentre per quanto riguarda la contaminazione degli alimenti è stato attivato l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Portici. Il caso più grave, al momento, riguarda un paziente napoletano di 46 anni, che rischia il trapianto di fegato: è stato trasferito dal Cotugno al Cardarelli dove è in osservazione. Secondo i dati della Regione Campania, sono 133 i contagiati dall'Epatite A nel 2026, di cui 43 ricoverati al Cotugno. Oggi, nell'ospedale napoletano si sono registrati altri 14 nuovi casi. Di questi, nel pomeriggio è previsto il ricovero in degenza di circa 9 pazienti. Mentre altri 2 casi dal Cto sono in attesa di trasferimento.
Dottoressa, quali sono i sintomi dell'Epatite A?
Febbre, dolore addominale, urine ipercromiche, ossia più scure, feci ipocoliche, più chiare. Poi spesso nei pazienti che stiamo ospedalizzando stiamo rilevando la presenza di ittero. Ossia un colorito giallo delle sclere e della cute.
Qual è la situazione attuale al Cotugno?
L'epatite A è endemica, noi abbiamo sempre qualche caso soprattutto dopo le feste di Natale. Questa volta, però, rispetto alla media degli altri anni, c’è un aumento importante del numero di casi di ricovero ospedaliero e di casi segnalati. Abbiamo un gran numero di pazienti che stanno accedendo al Pronto Soccorso quotidianamente, circa 7-10 al giorno.
Allestirete nuovi posti letto?
In questo momento non ci sono criticità particolari per i posti letto. Riusciamo a gestire la situazione, la permanenza al Pronto Soccorso si mantiene tra le 24-48 ore, dopodiché i pazienti sono trasferiti in degenza. Ma siamo preoccupati per le festività pasquali, perché a Napoli e in Campania c’è l'abitudine di mangiare le cozze e i frutti di mare il Giovedì Santo.
Come ci si può proteggere dall'Epatite A?
Bisogna cuocere i cibi a lungo e ad alte temperature. Evitare assolutamente cibi poco cotti o appena scottati. Oltre ai frutti di mare e al pesce crudo bisogna fare attenzione anche ai frutti di bosco, sia surgelati che naturali. Evitare di consumare cibi non cotti. L'epatite poi si trasmette per via oro-fecale, ad esempio se non si lavano le mani dopo essere andati in bagno. Bisogna quindi mantenere una buona igiene personale. Ma la difesa più efficace è solo la vaccinazione. Questa aiuta soprattutto ad evitare i contagi cosiddetti secondari in famiglia. Ad esempio, se si viene contagiati dall'Epatite perché si è mangiato il pesce crudo, si evita di trasmettere l'infezione a figli e parenti.
La vaccinazione per l'Epatite A dove si fa?
Si può fare presso i distretti sanitari delle Asl, si può comprare in farmacia e presso i centri vaccinali, sia per adulti che bimbi. C'è anche il vaccino pediatrico.
Ci sono anche casi gravi al momento?
Uno solo: un giovane maschio di 46 anni ricoverato per insufficienza epatica severa e trasferito al Cardarelli. È in osservazione, ha avuto un quadro di compromissione epatica più severo ed è monitorato dall'unità fegato che eventualmente può mettere il paziente in lista trapianto. Ma bisogna dire che la percentuale di casi seri è molto bassa, va dallo 0,1 allo 0,5 %. Purtroppo, è chiaro che con l'aumento dell'incidenza dei casi, aumenta anche la probabilità che qualche caso possa scivolare in forma severa. Nel complesso, la media dei casi è di 35-55 anni, ma abbiamo avuto contagiati anche di 22 anni e uno ultra 70enne.
Avete rilevato collegamenti tra loro?
Hanno quasi tutto consumato frutti di mare o pesce crudo. I distretti interessati sono le Asl Napoli 1 Centro, l'Asl Napoli 2 Nord e la parte settentrionale dell'Asl Napoli 3 Sud.