Raffaele Cutolo
in foto: Raffaele Cutolo

Niente funerali pubblici per il boss di camorra Raffaele Cutolo, capo della Nuova Camorra Organizzata negli anni '80. La Questura di Napoli ha disposto il divieto delle pubbliche esequie per "‘o Professore" di Ottaviano, deceduto mercoledì sera, 17 febbraio, all'età di 79 anni, a seguito di una setticemia alla gola, a Parma, dove era ricoverato in carcere e stava scontando l’ergastolo. Il divieto è stato firmato questa mattina dal questore di Napoli Alessandro Giuliano e verrà notificato in queste ore ai familiari. Al momento, però, non c'è ancora una data stabilita per i funerali di Cutolo, visto che prima sarà necessario effettuare l'autopsia sulla salma, prevista probabilmente per domani.

Domani l'autopsia, il funerali erano previsti a Ottaviano

Il rito funebre per Raffaele Cutolo, era stato previsto tra domenica e lunedì a Ottaviano, comune del vesuviano di cui era originario, non appena fosse stato possibile il rientro delle salma da Parma, dopo l'autopsia. Tra le ipotesi che erano circolate non un funerale vero e proprio, ma una benedizione e la sepoltura nel cimitero cittadino con partecipazione riservata a pochi familiari. Sui funerali di Cutolo è intervenuto anche Fabio Giuliani, referente regionale di Libera contro le Mafie in Campania: "Siamo col prefetto di Napoli – ha detto a Inews24 – dalla parte delle istituzioni. Non siamo giudici e non vogliamo esserlo. Con tutto il rispetto per la vita e per la morte, si sta parlando pur sempre di un delinquente. Qualsiasi decisione prenderà sui funerali di Raffaele Cutolo, il prefetto avrà le sue ragioni. Abbiamo piena fiducia e deciderà sicuramente al meglio. Cutolo dal punto di vista della sua portata criminale era già finito da molto tempo e da parecchi anni non esercitava alcun tipo di potere. Ha rappresentato l'emblema di una storia irripetibile, fortunatamente per tutti noi. Ovviamente non ha agito da solo, ma con grandi connivenze a quei tempi”. Giuliani interviene anche sulla questione del 41bis, che non è stato revocato a Cutolo: “Non ha mai mostrato segni di pentimento. Ha anche detto di conoscere alcune cose e che se avesse parlato, avrebbe fatto tremare le istituzioni. Quindi vuol dire, forse, che aveva ancora il controllo su qualcosa? Io non so se bluffava o meno quando parlava così. Ma se sapeva e non ha parlato, significa, per me, che aveva ancora capacità di gestione”.

Cutolo, 79 anni, era in carcere da oltre 50 anni, più di 40 dei quali trascorsi nel regime del 41 bis. Negli anni 70, mentre già era detenuto, aveva creato la Nco, Nuova Camorra Organizzata, con la quale aveva dato il via a una sanguinosa guerra di camorra contro gli altri clan, che per fronteggiare la sua organizzazione si erano riuniti sotto il cartello creato ad hoc della Nuova Famiglia. Già gravemente malato da diversi anni, Cutolo è morto per una setticemia, conseguente ad una polmonite (non legata a Covid). Il giorno prima del decesso il suo avvocato aveva presentato l’ultima istanza di scarcerazione, motivandola proprio con le condizioni di salute ormai critiche. Prima di allora il legale, con l’accordo della famiglia, aveva smesso di presentare ulteriori istanze dopo i continui rifiuti. Nonostante fosse in isolamento già da decenni, la sua resta una figura cardine della camorra napoletana, che in certi ambienti viene ancora considerata come riferimento e addirittura come “mito”.