È atteso per la giornata odierna, venerdì 24 luglio, il rientro in Italia della salma di Mario Paciolla, il cooperante napoletano dell'Onu morto in circostanze misteriose, in Colombia, lo scorso 15 luglio. Ad annunciarlo, nel corso di una interrogazione al Senato che si è tenuta ieri, è stato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. "Assicuro il massimo impegno della Farnesina e mio personale per un caso che ha coinvolto un giovane brillante impegnato in una missione delicata" ha detto il ministro, ricordando che si attendono i risultati di due autopsie, quella svolta dalle autorità colombiane e quella svolta dalle autorità italiane.

Riguardo agli incarichi che Mario Paciolla svolgeva in Colombia come cooperante Onu, è stato ancora Di Maio a specificare che il 33enne napoletano collaborava con una missione che aveva il compito di verificare il reinserimento in società degli ex guerriglieri delle Farc (le forze armate rivoluzionarie colombiane) e delle loro famiglie. Proprio nei giorni precedenti alla sua morte, Paciolla aveva accompagnato il governatore di Caquetà, Arnulfo Gasca, e il sindaco di San Vicente del Caguan, Julia'n Perdomo in alcune comunità rurali nelle quali si svolge il processo di pace tra governo ed ex Farc.

La morte di Mario Paciolla

Lo scorso 15 luglio, una collega di Mario Paciolla, non avendo sue notizie, si reca nel suo appartamento, a San Vicente del Caguan, scoprendone il cadavere. Le autorità colombiane avviano le indagini del caso e, in un primo momento, si parla di suicidio. La famiglia e gli amici del 33enne napoletano, però, non credono a questa ipotesi. La madre ha fatto sapere che, nei giorni precedenti alla sua morte, Mario le aveva confidato di temere per la sua incolumità e di voler tornare a Napoli: aveva già acquistato un biglietto aereo e il rientro in Italia era previsto per il 20 luglio.