La Polizia di Stato ha sanzionato l'imprenditore Maurizio Marinella per avere venduto una cravatta nonostante Napoli, e tutta la Campania, sia ancora zona rossa Covid e quindi per le attività del suo settore sia stata disposta la chiusura. Il re delle cravatte, uno dei simboli del Made in Napoli, è stato contattato dagli agenti del commissariato San Ferdinando; si prospetta, oltre alla sanzione per avere violato le norme Covid, di circa 400 euro, anche la sanzione accessoria della chiusura dell'attività commerciale per 5 giorni, che partiranno quando sarà concessa la riapertura ai negozi.

La vendita è stata documentata da Fanpage.it con un video. Nelle immagini si vede il giornalista che contatta telefonicamente il negozio della Riviera di Chiaia e, quando chiede di poter comprare una cravatta, gli rispondono che il negozio è chiuso ma gli vengono subito proposte due soluzioni: l'acquisto online oppure una vendita "aumm aumm", ovvero sottobanco. Da pagare chiaramente in contanti e senza scontrino in quanto non è possibile registrare la transazione. "Costano 130, mi dia 110", dice l'imprenditore, e il giornalista chiede se è possibile usare il bancomat spiega che il negozio dovrebbe essere chiuso e conclude con "vabbè, mi dia 100". Le immagini documentano come nel locale ci fossero anche altre persone e sia stato lo stesso Marinella a servirlo, incassando 100 euro per una cravatta ma non rilasciando lo scontrino in quanto, come da lui stesso spiegato, la cassa è chiusa viste le restrizioni Covid.

L'imprenditore napoletano, dopo la diffusione del video, ha ammesso l'errore e si è scusato. Contattato telefonicamente dall'agenzia Ansa, ha spiegato: "La persona ha insistito, gli abbiamo detto che vendiamo online ma poi abbiamo accettato che venisse. Abbiamo sbagliato, io cerco sempre di essere corretto ma stavolta abbiamo avuto una debolezza. Mi scuso con tutti". "Noi siamo in negozio – ha detto – con la saracinesca mezza abbassata e prendendo ordini telefonici, molti ci chiamano da fuori Napoli, fanno ordini e noi le spediamo. In negozio non stiamo vendendo, un'ora fa è andata via una signora di Treviso che voleva dieci cravatte e non gliele abbiamo date, invece i dipendenti prendono gli ordini telefonici. Però qualche volta è capitato che qualche cliente insistesse e abbiamo avuto la debolezza di vendere l'articolo. Abbiamo sbagliato, ripeto, è stata una debolezza che viene illustrata nel video e i fatti parlano, quindi non posso che scusarmi. Purtroppo viviamo anche un momento di grande confusione, anche con il nuovo decreto, già ieri sera molti ci chiamavano chiedendoci quando riapriamo e non sappiamo ancora la data". "Nel periodo di Natale – ha concluso – abbiamo la fila fuori dal negozio e invece ora non c'è nessuno, è stato un episodio, cerchiamo sempre di essere corretti ma a volte si può sbagliare".