Procida tra le dieci città finaliste per la Capitale Italiana della Cultura 2022. L'isola del Golfo di Napoli è riuscita ad entrare nella top ten del ministero per i Beni e le Attività Culturali: è l'unica città della Campania a superare le selezioni della giuria di esperti, tra le 28 città candidate. Insieme a Procida si sono qualificate per la corsa finale: Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Taranto, Trapani, Verbania, Volterra. Le 10 città finaliste dovranno adesso presentare i propri dossier alla Giuria in un’audizione pubblica nei giorni 14 e 15 gennaio 2021. La selezione finale avverrà a gennaio 2021 dove verrà scelta la città Capitale Italiana della Cultura 2022 con l’ufficializzazione della nominata del Ministro Dario Franceschini.

Secondo i giurati, il progetto di Procida ha saputo interpretare gli obbiettivi del Bando del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, ovvero a sostenere, incoraggiare e valorizzare l’autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la creatività, l’innovazione, la crescita, lo sviluppo economico e, infine, il benessere individuale e collettivo.

Il sindaco: "Orgogliosi del risultato"

Per Dino Ambrosino, sindaco di Procida, "siamo orgogliosi perché con questa candidatura Procida prova a rappresentare le piccole isole e l'intera area flegrea.  Il mare per noi non è mai stato un ostacolo,  ma il legame che ci stringe a tutto il Mediterraneo”. Mentre il direttore della candidatura di Procida Agostino Riitano, già project manager supervisore di Matera Capitale Europea della Cultura, sottolinea che "abbiamo elaborato un progetto che ha coinvolto l’intera comunità procidana, artisti, intellettuali italiani e internazionali, generando una visione di società improntata sull'accoglienza, l'inclusione, la cultura, l'arte, l'ambiente e il paesaggio.  Abbiamo pensato come isole, perché le isole sono come le idee. Deserte, affascinanti. Operano come riserve, catturano le storie e danno riparo agli uomini sin dalla creazione del primo poema. Abbiamo usato quello che avevano per iniziare a immaginare: il silenzio, la lentezza e la qualità della vita. Essere tra le dieci città finaliste per noi è già una vittoria, perché non abbiamo ceduto alle paure, anche se ne abbiamo avute tante. Crediamo fortemente che la cultura possa prendersi cura delle cicatrici sociali che abbiamo riportato in questi mesi di grande difficoltà. Il tema della candidatura, che abbiamo scelto prima dell’avvento della pandemia, La Cultura non Isola, oggi più che mai ne siamo fortemente convinti e continueremo a lavorare affinché grazie alla cultura nessuno resti escluso”.