Leo Annunziata lascia il Pd, il capo di Scabec verso un progetto civico: punta a ricandidarsi a sindaco di Poggiomarino
Qualcuno dice col senno di poi che era soltanto questione di tempo. Fatto sta che ora è il diretto interessato a dirlo, durante un cameo in una riunione di circolo del Partito Democratico di Poggiomarino. Pantaleone "Leo" Annunziata, ha annunciato di aver lasciato il Pd del quale è stato anche segretario regionale dal 2019 al 2022. Cinquantun'anni, filosofo, docente universitario, ha detto – spiega a Fanpage chi c'era – che lui ha un progetto civico forte e che va per conto suo. Dopodiché si è alzato e se ne è andato.
Da settimane circolano indiscrezioni locali circa una ricandidatura di Leo Annunziata a sindaco di Poggiomarino – città che ha governato per nove anni – ma stavolta non col centrosinistra, bensì con una coalizione civica che vedrebbe anche l'appoggio di pezzi di centrodestra.
Annunziata è attualmente anche a capo di Scabec, potente società della Regione Campania che si occupa di eventi culturali: fu Vincenzo De Luca a volerlo lì. Da Scabec, al momento, non si è dimesso (scadrebbe nel 2027).
In quell'ambito è nota la volontà del governatore Roberto Fico di innovare: dopo l'operazione portata avanti con la riforma dello statuto dell'Eav, la società di Circumvesuviana, ora il progetto è fare altrettanto in Scabec, cambiandone le regole.
Lo statuto attuale della società ammette ancora l'alternativa tra amministratore unico e consiglio di tre membri e rende il direttore generale obbligatorio, con un'incompatibilità scritta solo verso il «consigliere di amministrazione». Se si volesse applicare il modello Eav, cosa che è attualmente allo studio – così è stato spiegato a Fanpage qualche mese fa – occorrerebbe eliminare il CdA, tenere solo amministratore unico, e rendere facoltativo il direttore generale con una clausola di incompatibilità con chi amministra per evitare doppio ruolo. Sul fronte Direttore generale la situazione è congelata: a gennaio Fico bloccò il rinnovo per un «ulteriore approfondimento» sulla rispondenza al pubblico interesse della nomina.