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Le storie dei ragazzi campani premiati come Alfieri della Repubblica raccontano un impegno molto concreto

Dal volontariato di Francesco durante un’alluvione all’app di Matteo e Amedeo contro lo spreco alimentare, fino a Emilia e alla sua amicizia con Nicolò che ha favorito l’inclusione scolastica.
A cura di Redazione Napoli
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Sergio Mattarella
Sergio Mattarella

Tra i 28 giovani premiati dal Capo dello Stato Sergio Mattarella con l'Attestato d'onore di "Alfiere della Repubblica" per l'edizione 2025, emergono quattro nomi provenienti dalla Campania, storie di ragazzi che hanno trasformato il loro territorio in un laboratorio di valori civici e solidarietà. A Francesco Correale, 16 anni, di Roccapiemonte, in provincia di Salerno, è stato riconosciuto per il suo impegno durante l'emergenza alluvione. Quando il torrente Solofrana ha devastato il paese nel novembre 2022, Francesco non ha esitato: già membro del nucleo Protezione civile locale sin dall'adolescenza, si è messo a servizio della comunità con altruismo. Il riconoscimento premia quella che il Quirinale definisce una «prova della resilienza delle comunità che vivono in territori fragili».

Poi c'è la bellissima storia dei due amici: Matteo Morvillo e Amedeo Valestra. Matteo e Amedeo, 17 anni entrambi e tutti e due residenti a Massa Lubrense, in provincia di Napoli, hanno creato "Cucinalo", un'applicazione per smartphone originale pensata per ridurre lo spreco alimentare domestico. L'app funziona in modo semplice e innovativo: gli utenti fotografano i cibi presenti nel frigorifero e ricevono suggerimenti di ricette personalizzate, con tanto di guida alla preparazione dei pasti.

Infine da Alife, in provincia di Caserta, nella comunità montana del Matese, arriva la storia di Emilia Zarrone, appena 12 anni, «punto di riferimento costante e affidabile» per un compagno di classe con disturbo dello spettro autistico, Nicolò. Luca, papà della 14enne (con la moglie Franca hanno altri due figli maschi di 15 e 10 anni, Giuseppe e Vincenzo), ricorda che «Emilia, già in piccola età, accompagnava Nicolò in bagno, e quando si alzava in classe gli diceva di sedersi, quasi come fosse un genitore; nessuno le hai mai chiesto di farlo, lei gli stava vicino in modo naturale». La loro amicizia sincera è stata talmente significativa che il compagno l'ha raccontata in un libro.

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