Lavora in ospedale, ma opera i pazienti anche in una clinica privata: chirurgo sospeso per un anno insieme al complice

Truffa e falsità in atti pubblici commessa da pubblici ufficiali: questa l'accusa nei confronti di due medici della provincia di Salerno, per i quali la Procura di Vallo della Lucania ha disposto il divieto di esercitare per un anno qualsiasi professione sanitaria o parasanitaria, in strutture pubbliche e private; il provvedimento è stato eseguito questa mattina, mercoledì 25 marzo, dai militari della Guardia di Finanza della compagnia di Vallo della Lucania. Nei confronti di un terzo medico, invece, è stata eseguita la confisca di denaro.
Il chirurgo aveva l'esclusiva con l'ospedale, ma operava anche privatamente
Le indagini delle Fiamme Gialle hanno consentito di accertare come uno dei due medici coinvolti, nonostante fosse dipendente in esclusiva di una struttura ospedaliera pubblica, eseguisse interventi chirurgici anche in una clinica privata convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale. In virtù proprio dell'esclusiva, il chirurgo percepiva dall'ospedale una indennità mensile, che il medico ha continuato a ricevere illecitamente nonostante l'esclusiva, di fatto, non ci fosse e lavorasse anche nella struttura privata. Pertanto, i finanzieri hanno provveduto anche al sequestro di 36.500 euro, considerati l'ammontare percepito indebitamente a titolo di suddetta indennità, dal gennaio 2023 al marzo 2025.
L'altro medico lavorava nella clinica privata e copriva il chirurgo
Il secondo medico colpito dall'ordinanza interdittiva, invece, lavorava come primo operatore nella sala operatoria della clinica privata e, in virtù del suo ruolo e di concerto con il chirurgo, provvedeva ad omettere dalle cartelle cliniche di molti pazienti – sempre nel periodo di riferimento che va dal gennaio del 2023 al marzo del 2025 – il nome e le prestazioni effettuate dal chirurgo presso la struttura sanitaria privata.
A un terzo medico sequestrati 16mila euro
Nell'inchiesta della Procura di Vallo della Lucania è coinvolto anche un terzo medico, nei confronti del quale è stato eseguito un sequestro di 16mila euro. Il terzo medico, nonostante avesse un rapporto lavorativo di esclusiva con un ospedale pubblico fuori la Campania, ha partecipato ad alcuni interventi chirurgici nella clinica privata degli altri due medici coinvolti.