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La seconda vita del latitante negli Usa: il matrimonio, la pizzeria “Bella Napoli” e le foto sui social

Carlo Petrillo, ritenuto ex referente del clan Belforte, è stato localizzato negli Usa: latitante da quasi 10 anni, gestiva una pizzeria con la moglie.
A cura di Nico Falco
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Carlo Petrillo, foto dai social
Carlo Petrillo, foto dai social

Carlo Petrillo e la moglie, una ragazza di origini portoghesi, si sono conosciuti al lavoro, in una pizzeria in Pennsylvania: lui era emigrato da poco dall'Italia, lei, studentessa universitaria, era al banco per mantenersi. Questa è la storia che viene raccontata su un blog americano dedicato alla pizza e che racconta di come è nata l'idea di "Bella Napoli", la pizzeria gestita dai futuri coniugi negli Stati Uniti. Con foto a corredo: perché, in tutti questi anni, Petrillo, latitante da quasi dieci anni, non ha praticamente fatto nulla per nascondersi, forse credendo che le forze dell'ordine non sarebbero andate a cercarlo anche in America.

Il 46enne è stato arrestato oggi, 16 marzo, nell'aeroporto di Fiumicino, espulso dagli Stati Uniti: deve scontare 8 anni e 8 mesi di reclusione, condanna diventata definitiva nel 2017. I fatti contestati risalgono al 2006, quando, secondo gli inquirenti, ha gestito un traffico di stupefacenti a Caserta ed era referente del clan Belforte. Prima che la sentenza passasse in giudicato, però, Petrillo era scomparso: via da Caserta, via dall'Italia. Si era trasferito in America. E quello che è accaduto dopo si può ricostruire grazie alle tracce lasciate sui social, dove l'uomo compare come un tranquillo imprenditore di origini italiane.

Petrillo, si legge ancora nell'articolo del blog che parla di lui, avrebbe cominciato a lavorare in una pizzeria e, dopo avere incontrato quella che sarebbe diventata sua moglie, avrebbe aperto una propria attività, scegliendo un nome che ricordasse la sua città natale. Dall'anno 2010, stando a quanto si legge sul suo profilo Facebook. Da allora, il 46enne, almeno apparentemente, non si è mai nascosto: ha usato il suo nome vero e sui social ci sono decine di sue fotografie insieme alla moglie, ai figli e ad altri parenti; facile trovare anche video che mostrano l'interno della pizzeria e i dipendenti al lavoro. E anche una serie di recensioni positive dell'attività.

Una nuova vita, insomma, che si è interrotta bruscamente lo scorso 16 dicembre, quando è stato localizzato in una indagine coordinata dalla Procura di Napoli e dall'FBI e che ha visto lavorare insieme e la Squadra Mobile della Questura di Caserta, il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. Dopo i provvedimenti esecutivi della pena, emessi dalla Procura generale presso la Corte di Appello di Napoli, Petrillo è stato espulso dagli Stati Uniti per motivi di sicurezza interna e per violazione delle norme sulla immigrazione. Oggi, l'arrivo a Fiumicino, dove è stato arrestato e condotto in carcere.

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