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La Regione Campania blocca la costruzione dell’impianto di rifiuti a Pietravairano (Caserta)

Impianto rifiuti Ecoplan a Pietravairano: la Regione Campania sospende l’autorizzazione. Aveta (M5S): “Ascoltate le istanze delle comunità locali”
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La lettera della Direzione Generale Ciclo integrato dei rifiuti è protocollata con la data di oggi ed è sulla scrivania di Adriano Del Sesto, sindaco di Pietravairano, nel Casertano, alle falde del Monte Caievola: la Regione Campania ha sospeso il procedimento per il rilascio dell’autorizzazione unica alla realizzazione e gestione di un «impianto di rifiuti non pericolosi» richiesto dalla società Ecoplan srl nel piccolo centro del Casertano. La decisione arriva a valle di un atto adottato dal Comune che incide direttamente sulla legittimità dell'intervento.

L’istanza presentata da Ecoplan risale al 12 dicembre 2025 e riguarda un impianto da realizzare in via Sant'Antonio Abate. L'8 gennaio 2026 la Regione aveva avviato il procedimento autorizzativo, chiedendo al Comune il certificato di destinazione urbanistica dell’area interessata. In queste settimane sono aumentate a dismisura preoccupazioni e proteste dei residenti, tanto che il quadro cambia radicalmente il 4 febbraio di quest'anno: il Comune di Pietravairano trasmette alla Regione un'ordinanza con cui dichiara la nullità del permesso di costruire rilasciato nel giugno 2024 per il capannone industriale intestato a Ecoplan.

Con lo stesso provvedimento vengono disposti la sospensione dei lavori, l’accertamento di abusivismo edilizio, l’ordine di demolizione del manufatto e il ripristino dello stato dei luoghi. La pratica resterà ferma fino alla definizione del contenzioso in corso tra la società e il Comune, che dovrà chiarire in via definitiva la legittimità urbanistica dell’opera. La sospensione non equivale a un diniego dell’autorizzazione, ma congela di fatto l’iter regionale.

Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e presidente della Commissione Agricoltura, Raffaele Aveta che si era mosso affinché le istanze dei residenti fossero ascoltate, spiega: «Quello della Regione Campania è un atto dovuto e responsabile, che va nella direzione della tutela dei territori e del diritto alla salute delle comunità locali. Su questo piano, la Regione ha il dovere di esercitare un controllo rigoroso. Se eventuali irregolarità dovessero essere confermate in via definitiva, ne trarremo le dovute conseguenze».

«Solo pochi giorni fa – continua il consigliere – insieme all'assessora regionale all'Ambiente Claudia Pecoraro, ho incontrato il movimento "Basta Impianti", denunciando il rischio di una concentrazione eccessiva di siti di trattamento dei rifiuti nell’area dell’Agro Caleno e dell’Alto Casertano. Proprio su questo progetto avevamo acceso un faro, nell’ambito di una riflessione più ampia per evitare ulteriori carichi ambientali in territori già fortemente compromessi. Continuerò a seguire con attenzione l’evoluzione della vicenda».

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