La raccolta delle olive alla Baia di Ieranto, l’olio del FAI nasce da ulivi secolari sul mare e viaggia in barca

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Alla Baia di Ieranto parte la raccolta delle olive nel sito del Fai: coltivate sui terrazzamenti e portate sulle barche via mare.

Alla Baia di Ieranto torna la raccolta delle olive. Nell'area naturale e marina protetta che si trova a Massa Lubrense, in Penisola Sorrentina, tra terrazzamenti affacciati sul mare e ulivi secolari, il FAI cura un piccolo uliveto dal quale viene prodotto olio extravergine di oliva, non per fini commerciali, considerato una delle attività di punta della gestione del bene. "La settimana scorsa abbiamo fatto la raccolta delle olive – racconta Raffaele Fusco, responsabile del FAI Baia di Ieranto. «Il nostro uliveto si trova in una posizione particolare: le olive, una volta raccolte, vengono portate via sulle barche per mare".

La storia della Baia di Ieranto, dall'Italsider al FAI

Per arrivare all'uliveto bisogna percorrere il sentiero di trekking che conduce verso la baia. Si scende la mattina presto, quando il lavoro può iniziare nelle condizioni migliori. I terreni sono di proprietà del FAI e fanno parte di un'area naturale protetta. La Baia di Ieranto è infatti un parco naturale regionale, nato sulla base di una proprietà privata. L'area coincide con quella acquisita dal FAI grazie a una donazione risalente agli anni Cinquanta da parte dell'Italsider, che in precedenza aveva utilizzato la zona per l'attività estrattiva legata alla cava di calcare. Il FAI ha realizzato negli anni un importante intervento di restauro ambientale, restituendo alla baia il suo carattere naturale. Un'opera che ha consentito di preservare un territorio che, dopo lo sfruttamento industriale, avrebbe potuto essere esposto anche alla pressione edilizia che ha interessato gran parte della Penisola Sorrentina.

Oggi Ieranto rappresenta uno dei luoghi più particolari della costa. È l'unico bene del FAI liberamente accessibile, senza biglietto, e ospita attività di educazione ambientale, tutela e manutenzione del territorio, oltre a iniziative legate alle tradizioni rurali della Penisola Sorrentina. L'accesso al sito è libero e gratuito e dai sentieri si può arrivare alla spiaggia libera, anche questa gratuita. L'area è inoltre entrata nella rete europea Natura 2000 come sito di interesse comunitario ed è sottoposta a diverse forme di tutela ambientale, legate anche all'avifauna e all'ambiente marino. La presenza dell'area marina protetta contribuisce a preservare il tratto di mare antistante la baia, dove l'accesso delle imbarcazioni è regolamentato.

E proprio il mare è fondamentale anche per la raccolta delle olive. "Facciamo quella che viene definita una ‘agricoltura eroica' – spiega Fusco – L'uliveto si trova infatti su terrazzamenti a picco sul mare. Le olive sono coltivate in maniera naturale, senza l'utilizzo di additivi. Non si tratta di un'attività commerciale: il FAI si occupa della cura e della manutenzione dell'uliveto e della produzione dell'olio. Gli ulivi sono alberi antichi, risalenti alla fine dell'Ottocento. Il terreno sassoso e particolarmente drenante è adatto alla coltivazione dell'ulivo, mentre la vicinanza al mare contribuisce – secondo il FAI – a dare all'olio caratteristiche e un sapore particolari".

La raccolta avviene generalmente all'inizio di settembre, in anticipo rispetto ad altre zone d'Italia, seguendo i tempi della coltivazione nella Penisola Sorrentina. "Le olive – racconta Fusco – vengono raccolte utilizzando reti e abbacchiatori, strumenti che simulano il movimento della mano. Cadono sulle reti insieme a foglie, piccoli ramoscelli e altri elementi naturali. Successivamente una ventola permette di eliminare le impurità, prima che le olive vengano sistemate nelle cassette e trasportate al frantoio. Il viaggio delle olive è un'altra delle particolarità di Ieranto. Alla fine vengono portate via sulle barchette, tra Capri e Punta Campanella", racconta Fusco.

"La destinazione è il frantoio di Schiazzano – conclude il responsabile del Fai – dove viene effettuata la molitura a freddo. Qui le olive vengono frantumate attraverso un processo meccanico e successivamente l'olio viene estratto e separato dall'acqua mediante centrifugazione. Al termine del processo arriva il prodotto che viene poi imbottigliato. La produzione è limitata: ogni anno vengono realizzate circa 600-700 bottiglie, che vengono destinate alla vendita nel negozio del FAI e che devono essere consumate entro l'anno. È una cosa magica – racconta Fusco descrivendo le giornate della raccolta. I giardinieri del FAI raggiungono l'uliveto, lavorano sui terrazzamenti e, una volta completata la raccolta, le olive iniziano il loro viaggio verso il frantoio".

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