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Bambino morto dopo il trapianto del cuore danneggiato

La famiglia del piccolo Domenico querela Oppido per diffamazione. L’avvocato: “7 ipotesi di reato”

La famiglia del bimbo morto dopo il trapianto di cuore querela il chirurgo Oppido per le parole a Mi manda Rai 3.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Patrizia Mercolino col figlio Domenico (a sinistra). Il chirurgo Guido Oppido (a destra)
Patrizia Mercolino col figlio Domenico (a sinistra). Il chirurgo Guido Oppido (a destra)
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La famiglia del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo trapiantato col cuore bruciato dal ghiaccio secco, querela il cardiochirurgo Guido Oppido per diffamazione a mezzo stampa e altri 6 ipotesi di reato. Al centro della nuova diatriba le parole pronunciate dal primario di trapiantologia pediatrica del Monaldi – sospeso al momento dall'incarico – alla trasmissione Mi manda Rai 3, sabato scorso. Il professionista, contattato telefonicamente dalla giornalista del programma tv, aveva affermato di aver informato sin da subito la famiglia del bimbo operato di quanto accaduto in sala operatoria, mentre i genitori di Domenico hanno sempre sostenuto, invece, di aver appreso tutto dai giornali. Sarà adesso il prosieguo della vicenda giudiziaria a chiarire cosa sia effettivamente avvenuto.

La storia del piccolo Domenico ha scosso tutta l'Italia. Il bimbo, affetto da una grave patologia al cuore, fu operato il 23 dicembre scorso, ma il cuore donato arrivò da Bolzano avvolto in un blocco di ghiaccio per essere stato conservato con ghiaccio secco, anziché con quello normale. Il trapianto avvenne lo stesso e il bimbo di 2 anni e 4 mesi è poi deceduto il 21 febbraio scorso, dopo circa due mesi di agonia, durante i quali è stato tenuto in vita mediante il macchinario Ecmo. Sulla vicenda è aperta una inchiesta della Procura di Napoli con al momento 7 indagati, tutti operatori sanitari del Monaldi. La famiglia ha chiesto un risarcimento civile stragiudiziale al Monaldi di 3 milioni.

La querela per diffamazione ad Oppido

Le dichiarazioni del dottor Oppido a Mi manda Rai 3, sabato scorso, 4 aprile, erano state accolte con sorpresa e sconcerto dai familiari di Domenico, assistiti dall'avvocato Francesco Petruzzi, che hanno subito espresso le proprie rimostranze, annunciando un'azione legale. In particolare, sarebbe contestata l'espressione "abbiamo detto tutto dall'inizio", che sarebbe stata pronunciata al telefono dal medico. Secondo Petruzzi, la frase sarebbe "lesiva dell'onore e della reputazione della querelante Mercolino Patrizia", in quanto assimilabile ad una sorta di smentita di quanto sempre affermato dalla mamma di Domenico. Per il legale, le parole del chirurgo avrebbero sottinteso che la donna "avrebbe reso delle false dichiarazioni ai pubblici ministeri e lo ha detto a una giornalista che si è presentata come giornalista di Mi manda Rai 3". "Se fosse come dice lui – ha detto l'avvocato – la mia cliente avrebbe commesso un reato: false dichiarazioni all'autorità".

L'avvocato chiede di verificare 7 ipotesi di reato

La denuncia odierna integra le querele precedenti presentate dopo la morte del bimbo. Nella querela depositata oggi, Petruzzi chiede alla magistratura di verificare anche altre 7 ipotesi di reato nella vicenda del bimbo: l'omicidio colposo per condotte negligenti; il falso materiale in atto pubblico; il falso ideologico in atto pubblico; l'esercizio abusivo della professione, per la continua ingerenza di Oppido nella gestione clinica del caso nonostante la revoca formale dell'incarico; l'occultamento di atti veri, per il tentativo che sarebbe stato di nascondere un documento ritenuto dal legale fondamentale per le scelte terapeutiche sul minore; il concorso di altre persone nel reato; la diffamazione aggravata e la configurabilità del vincolo del reato continuato. In particolare si fa riferimento alla continuazione tra i reati dolosi di falso in cartella clinica e diffamazione.

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