La donna chiede l’aiuto del boss del rione Sanità: “Ho un problema con l’ex di mia figlia…”

Il circolo ricreativo come "base operativa", il boss del clan di camorra che diventa punto di riferimento anche per i problemi dei residenti, che si rivolgono a lui quando, probabilmente, non sanno a chi chiedere aiuto. Uno scenario che ricorda "Il sindaco del rione Sanità" (l'opera teatrale di Eduardo de Filippo e l'adattamento in chiave moderna firmato dal regista Mario Martone), quello che emerge dall'ordinanza contro il clan Sequino-Savarese, egemone, appunto, nel rione del centro storico di Napoli.
Le intercettazioni, in ambientale, risalgono al giugno 2023 e sono state effettuate nel circolo ricreativo "Madonna di Pompei", evidentemente luogo di ritrovo di personaggi legati al gruppo criminale. È tra quelle mura che un uomo parla con Carmine Grosso, affinché contatti Vincenzo Pirozzi (entrambi tra i destinatari della misura cautelare eseguita il 3 marzo dai carabinieri).
L'affare è in un settore in cui la camorra è già ben presente: il recupero crediti. Un negoziante della zona è in procinto di cessare l'attività, ma ha molti crediti che non riesce a riscuotere. E qui entra in gioco il clan: può andare a riscuotere e trattenere una percentuale del denaro.
Ma a impressionare di più è l'altro dialogo, risalente a qualche giorno prima e che coinvolge nuovamente Grosso. Questa volta a rivolgersi a lui è una donna del quartiere, che chiede aiuto per una situazione che l'ha esasperata: l'ex fidanzato della figlia, dice, insulta continuamente sia lei che la ragazza. E Grosso non si scompone, facendo intuire che, probabilmente, non è la prima volta che interventi del genere vengono chiesti: dice che riferirà al "Picuozzo" e al "Mellone", ovvero a Vincenzo Pirozzi e a Salvatore Savarese (anche lui tra i destinatari della misura), ritenuti dagli inquirenti i due capi del clan.