Koulibaly, c’è posta per te: depositati due atti dell’Agenzia delle Entrate italiane per l’ex calciatore del Napoli

Avatar autore
Capo cronaca Napoli
Immagine
Kalidou Koulibaly e gli atti dell'Agenzia Entrate
Due atti dell’Agenzia delle Entrate depositati a Napoli per Kalidou Koulibaly: cosa significa l’avviso e il precedente che riguardò il suo agente.

Due atti dell’Agenzia delle Entrate, Direzione provinciale di Napoli depositati presso il Municipio partenopeo, riportano un nome e un cognome difficili da dimenticare per i tifosi azzurri: Kalidou Koulibaly, l'ex difensore del Napoli, uno dei giocatori più amati e rispettati dell'ultimo corso azzurro. A darne conto è un attestato di deposito, nel quale compare due volte il nome del calciatore.

Ma di che si tratta? Il deposito è una procedura di notifica prevista dall’articolo 60 del Dpr 600 del 1973: viene utilizzata quando il destinatario non può essere raggiunto nel Comune del proprio domicilio fiscale e non vi si trovano un’abitazione, un ufficio o un’azienda presso cui consegnare l’atto. I documenti veri e propri restano custoditi in busta chiusa e sigillata.  Dall’attestato, dunque, non è possibile conoscere il contenuto dei due atti, le somme eventualmente coinvolte o le ragioni dell’iniziativa dell’Agenzia delle Entrate. Sarebbe quindi improprio parlare già di cartelle esattoriali, contestazioni fiscali o richieste di pagamento.

Koulibaly è in effetti difficilmente raggiungibile dal postino italiano: ha indossato la maglia del Napoli dal 2014 al 2022, diventando uno dei simboli della squadra azzurra ma ora, una stagione in Inghilterra, al Chelsea si è trasferito all’Al-Hilal, club della Saudi Pro League in Arabia Saudita. È inoltre il capitano della nazionale senegalese.

Nel 2023 il nome di Koulibaly comparve – senza contestazioni a suo carico – nell’indagine della Procura di Milano sull'agente Fali Ramadani e sui profili fiscali di diversi contratti stipulati tra il 2018 e il 2022. Fra le operazioni esaminate figurava anche quella che aveva portato il difensore al Napoli. Ramadani versò 6,5 milioni di euro a garanzia, precisando attraverso il proprio legale che il pagamento non rappresentava un'ammissione degli addebiti.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views