Ispezione al Monaldi, Fico: “Situazione più grave del previsto, trapianti pediatrici restano bloccati”

È passato quasi un mese dalla morte del piccolo Domenico Caliendo, 2 anni e 4 mesi di vita, avvenuta lo scorso 21 febbraio all'ospedale Monaldi di Napoli, ne sono passati quasi tre da quel 23 dicembre, il giorno dell'espianto-trapianto di cuore che ha poi avuto conseguenze nefaste, il successivo decesso del bimbo e l'apertura di una indagine con al momento 7 medici sotto inchiesta. All'inchiesta giudiziaria se n'è aggiunta una della Regione Campania, voluta dal presidente Roberto Fico, visto che l'Ente ha poteri e doveri di sorveglianza sul sistema sanitario regionale. Tra poco più di venti giorni, l'8 aprile, ci sarà una seduta monotematica di Consiglio regionale solo sul tema della tragedia del Monaldi.
Nelle ultime ore Fico, dopo i tristemente famosi audit interni disposti dal Monaldi su tutta l'equipe che prese parte al trapianto di Domenico, ha ricevuto una prima relazione dell'ispezione condotta dalla direzione generale Tutela Salute della Regione Campania. Breve sintesi: al Monaldi le cose non vanno per niente bene. E non andavano bene già da un bel po'.
La relazione evidenzia un quadro di criticità grave e preesistente
È tutto nero su bianco, in una lunga nota, molto tecnica che però il governatore fa propria e sottoscrive, caricando dunque il dossier tecnico di una valutazione politica del soggetto più alto in grado nel comparto sanità regionale. «È stato accertato – si legge – un quadro di criticità più grave di quanto inizialmente emerso: protocolli di trasporto e conservazione degli organi non aggiornati, mancato utilizzo di dispositivi di conservazione disponibili in Azienda, formazione del personale inadeguata, un clima relazionale interno gravemente deteriorato e preesistente all'evento del 23 dicembre 2025, significativi ritardi nelle comunicazioni alle autorità sanitarie regionali e nazionali. L'insieme di questi elementi configura una problematicità organizzativa sistemica preesistente».
«Preesistente» è la parola usata due volte. Per chiarire, sta a significare che secondo l'ispezione qualcosa non andava già da prima della morte di Domenico. E chiaramente l'aggettivo è una valutazione. E tira in ballo la direzione dell'Azienda ospedaliera dei Colli guidata da Anna Iervolino, collocata in quel posto su decisione del precedente governatore, Vincenzo De Luca.
Ci sarà una nuova ispezione straordinaria, parteciperanno specialisti esterni
Fico ha disposto la riattivazione del Servizio Ispettivo Sanitario regionale previsto dalla legge regionale 20 del 2015 dando mandato di condurre un'ispezione straordinaria sull'Aorn dei Colli. Sarà condotta anche da tecnici esterni alla Direzione generale della Salute. La mission sarà verificare l'organizzazione e l'operato dell'azienda, «con l'obiettivo di accertare – si legge – se le condizioni che hanno reso possibile il tragico evento fossero note o conoscibili e siano state poi adottate le misure necessarie più opportune».
Ieri c'è stata una manifestazione di genitori di bambini cardiopatici in cura al Monaldi, si è in parte trasformata in una imbarazzante difesa di uno dei cardiochirurghi coinvolti nell'indagine e in uno scontro tra questi genitori e l'avvocato della famiglia del bimbo morto qualche settimana fa. Anche questo ha per certi versi reso necessari chiarimenti immediati di Palazzo Santa Lucia sul tema della riapertura del programma trapianti di Cardiochirurgia pediatrica del Monaldi.
I trapianti pediatrici al Monaldi non riprenderanno per ora
Una questione delicatissima, visto che per ora è tutto fermo e lo resterà. Fico ha chiesto che i i trapianti al Monaldi non riprendano «fino a quando non saranno integralmente ricostituite le condizioni di sicurezza necessarie». La continuità assistenziale per i pazienti in lista d'attesa al momento è garantita attualmente attraverso la convenzione con l'ospedale pediatrico "Bambino Gesù" di Roma.
La Regione Campania detta le condizioni per la ripresa dell'attività di trapianto cardiaco pediatrico: l'attivazione di un'area di degenza e di un blocco operatorio specificamente dedicati alla cardiochirurgia pediatrica, il reclutamento di cardiochirurghi con documentata esperienza pediatrica, l'adozione e la formalizzazione di protocolli aggiornati per il trasporto e la conservazione degli organi conformi alle più recenti evidenze scientifiche, l'adeguamento dello svolgimento dei programmi formativi del personale e il rafforzamento dell'integrazione operativa tra le unità coinvolte nel percorso assistenziale.
Poi, altro cambio totale: l'ufficio del Centro Regionale Trapianti (CRT), attualmente collocato nell'azienda ospedaliera dei Colli, verrà trasferito presso gli uffici della Regione Campania. «La ricollocazione consentirà alla Regione di esercitare un monitoraggio più puntuale della rete dei trapianti». Così come sarà rivista tutta l'organizzazione della rete dei trapianti in Campania.
Si tratta di decisioni che Fico ha preso di concerto col ministro della Salute Orazio Schillaci. Il dicastero ha infatti ha condotto una analoga ispezione. «Voglio ribadire – dice il presidente della Regione – la più sentita vicinanza alla famiglia del piccolo Domenico. Questa vicenda dolorosissima ha stravolto le loro vite e ha segnato una comunità intera. E ci impone di intervenire con la massima determinazione, serietà e senso di responsabilità affinché eventi del genere non abbiano più a ripetersi».
La nota dell'azienda ospedaliera dei Colli
Pochi minuti dopo la posizione di Palazzo Santa Lucia arriva una nota dell'Azienda Ospedaliera dei Colli. E, come spesso è accaduto in questi giorni, la sensazione è che dagli uffici di via Leonardo Bianchi le reazioni siano sempre più risentite.
La nota esordisce così: «In merito alle numerose richieste di chiarimento pervenute alla Direzione dell'Azienda Ospedaliera dei Colli a seguito della diffusione di informazioni inesatte, sia sotto il profilo giuridico sia sotto quello tecnico-ospedaliero». Non si sa però a quali informazioni diffuse si fa riferimento o meglio, la nota dell'ospedale resta nell'ambiguità.
Poi, una serie di dati: «L'attività trapiantologica pediatrica è stata sospesa dall'azienda il 5 febbraio a seguito di quanto emerso. Tale decisione è stata assunta dopo aver verificato che, in quel momento, non vi fossero altri bambini inseriti nella lista per trapianto pediatrico. Successivamente, la sospensione dei due cardiochirurghi coinvolti, primario e aiuto, ha inevitabilmente avuto ricadute sull’attività complessiva di cardiochirurgia pediatrica».
Non ci sono altri cardiochirurghi adatti all'attività
L'Azienda, cosa ha fatto per garantire il prosieguo delle attività? «Dapprima ha cercato una sostituzione interna valutando sulla base delle schede di dimissione ospedaliera se vi fossero in organico dirigenti medici con un numero congruo di interventi eseguiti in qualità di primo operatore per svolgere in autonomia procedure cardiochirurgiche pediatriche. Da tali verifiche è emerso con chiarezza che nessuno dei cardiochirurghi in servizio ha volumi di interventi adeguati a garantire in qualità di primo operatore l’attività di cardiochirurgia pediatrica».
Nella nota del Monaldi viene dichiarato che essendo la cardiochirurgia pediatrica «una disciplina ad altissima complessità», pochissimi interventi realizzati in 7 anni (2017- 2024) su pazienti di età compresa tra 0 e 18 anni «non possono essere considerati sufficienti».
La Direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli precisa, inoltre, di aver già attivato procedure di mobilità e bandi di concorso. L'accordo con l'ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma si è reso necessario, poiché, spiega ancora il Monaldi, in Campania non è presente alcun altro centro di cardiochirurgia pediatrica, nemmeno presso l'ospedale Santobono Pausilipon e i policlinici universitari.