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Invalidità civile, “Napoli esclusa dal riconoscimento semplificato”: denuncia del Garante Disabili

La denuncia di Maurizio Bertolotto, Garante per la disabilità: “Napoli non è nella sperimentazione, ma ci sono Roma e Milano”. Trapanese (M5S): “Il Governo ha bocciato l’emendamento per inserire la città: è un’ingiustizia”
A cura di Pierluigi Frattasi
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Immagine di repertorio
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"Napoli esclusa dalla sperimentazione del procedimento semplificato per il riconoscimento dell'invalidità civile". A denunciarlo è Maurizio Bertolotto, Garante per i diritti delle persone con disabilità del Comune di Napoli, in una lettera inviata al ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli, all'autorità garante nazionale della disabilità, al governatore della Campania, Roberto Fico e al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, il 1 marzo scorso.

Si tratta del nuovo sistema previsto dal decreto legislativo 62 del 2024, entrato in vigore il 1 marzo, che semplifica il sistema di accertamento dell'invalidità civile e introduce la nuova valutazione multidimensionale per l'elaborazione del ‘Progetto di Vita'. L'assenza di Napoli tra le città ammesse, – commenta Bertolotto – "è un'ulteriore penalizzazione nei confronti di un territorio che maggiormente risente delle criticità di un sistema di accertamento dell'invalidità che non può essere preso ad esempio virtuoso".

Trapanese (M5S): "Bocciato l'emendamento che avrebbe corretto l'ingiustizia"

A distanza di oltre un mese dalla missiva, però, non solo le cose non sarebbero cambiate, ma sarebbe stato bocciato anche un emendamento che cercava di rimediare all'assenza del capoluogo campano tra le città autorizzate alla sperimentazione. Lo afferma il consigliere regionale della Campania del M5S ed ex assessore al Welfare, Luca Trapanese: "La nostra deputata Marianna Ricciardi ha presentato un emendamento al decreto PNRR per correggere questa ingiustizia. Una richiesta semplice: garantire anche ai cittadini napoletani gli stessi diritti degli altri. La risposta della maggioranza? Bocciato. Una scelta che contraddice apertamente ciò che viene dichiarato nei principi: non si può parlare di uguaglianza e poi accettare che esistano cittadini di serie A e cittadini di serie B. Napoli esclusa. Ancora una volta. Mentre il Governo parla di equità e superamento delle disuguaglianze territoriali, nei fatti accade l'opposto: la nostra città viene lasciata indietro".

Luca Trapanese
Luca Trapanese

Il procedimento semplificato all'Inps per l'invalidità civile

Ma cosa cambia con la procedura semplificata? Con il decreto legislativo 62 del 2024, come detto, la procedura di riconoscimento dell'invalidità civile in Italia è stata notevolmente semplificata. Tra le novità, adesso, il certificato medico introduttivo vale anche come domanda automatica. Il processo viene digitalizzato: basta l'invio telematico del medico per avviare l'accertamento.

"Il nuovo sistema di accertamento dell'invalidità civile – commenta Trapanese – rappresenta un passo avanti importante: procedure più semplici, tempi più rapidi, una valutazione più giusta, che guarda alla persona e non solo a una percentuale. Un modello che mette al centro la qualità della vita, il contesto sociale, la dignità. Eppure, al momento di estendere la sperimentazione a nuovi territori, tra oltre 40 province coinvolte (comprese tutte le città capoluogo) Napoli è rimasta inspiegabilmente esclusa. Napoli non può essere l'eccezione quando si parla di diritti. O si garantiscono a tutti, oppure non sono diritti".

"Si è iniziato con nove province – scrive Bertolotto – che hanno avviato la sperimentazione nel 2025 alle quali si sono aggiunte altre 11 nel settembre 2025. In totale delle attuali 107 province italiane, ben 60 hanno sperimentato, o lo stanno per fare, l'agognato nuovo sistema. Sono state individuate, tra le altre, ben 13 città metropolitane su 15. All'appello, oltre Bari, manca clamorosamente Napoli. Non si comprendono i motivi per cui si è deciso di non avviare la sperimentazione in una delle Città più bisognevoli del nuovo sistema. Non è dato conoscere le motivazioni di questa inopinata esclusione. Non sorregge il criterio demografico perché oltre la Città di Milano, che supera abbondantemente i 3 milioni di abitanti è stata individuata anche la città metropolitana di Roma che conta 4 milioni e 220mila abitanti, numeri decisamente superiori agli abitanti della Città metropolitana di Napoli che non raggiunge i 3 milioni. Auspico che anche Napoli, ancora prima della (attuale) entrata in vigore a regime da gennaio 2027, sia ricompresa nelle province in cui si avvierà la sperimentazione".

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