Carabinieri negli uffici di Soresa, la società della Regione Campania impegnata negli acquisti per il settore sanità. L'inchiesta giudiziaria è quella sugli ospedali Covid in Campania, il bubbone sollevato da un'altra inchiesta, di tipo giornalistico, realizzata in più puntate da Fanpage.it.

A quanto si apprende i militari su delega della Procura di Napoli hanno acquisito atti e mail. Si mira a chiarire ruoli e iter nell'affidamento dei lavori di realizzazione degli ospedali di emergenza in Campania che secondo il piano regionale dovrebbero (o dovranno) servire in caso di aumento di ricoveri per Coronavirus. Tra le persone sotto i riflettori ci sarebbe anche Ciro Verdoliva, capo dell'Asl Napoli 1 Centro, l'uomo più potente al fianco di Vincenzo De Luca sul fronte sanità in Campania.

Incartamenti, documenti relativi alle gare d'appalto, persino le comunicazioni (lavorative e private) partite dagli account di posta elettronica. Tutto acquisito dai carabinieri del Comando Provinciale di Napoli che, dalla mattina di ieri, 1 agosto, hanno effettuato blitz e sequestri di documenti nelle sedi dell'Asl Napoli 1 e della SoReSa, la società che si occupa di acquisti sanitari per conto della Regione Campania.
Nel mirino degli inquirenti, soprattutto, la gara di appalto per la costruzione dei moduli di Terapia Intensiva, quelli che poi in corso d'opera sarebbero stati convertiti (modificando i requisiti iniziali della gara d'appalto) in reparti di degenza. Ieri i militari hanno sequestrato il telefono cellulare di Ciro Verdoliva, direttore generale dell'Asl Napoli 1 e uomo di fiducia nella sanità campana del governatore Vincenzo De Luca.
Era il periodo in cui le Rianimazioni stavano per scoppiare, i ricoverati in Campania aumentavano vertiginosamente e veniva fuori un'altra realtà: il sistema sanitario regionale non avrebbe potuto gestire un numero così alto di pazienti. In regione non si è mai arrivati al punto di dover scegliere chi curare e chi no per mancanza di posti letto, ma il pericolo che si dovesse arrivare a una decisione del genere, come avvenuto in altre città, sembrava più che concreto.

In quei giorni, questa è una delle ipotesi vagliate dagli investigatori, con la possibilità che il sistema sanitario collassasse, qualcosa potrebbe non essere stato fatto secondo le regole nella gestione degli appalti.
Ieri i carabinieri sono stati nelle sedi di SoReSa dal mattino, sono stati sequestrati documenti ma anche il contenuto di diverse caselle mail in uso a dipendenti e funzionari. Il sospetto sarebbe, quindi, che nella gestione degli appalti qualcosa potrebbe essere passato attraverso canali non ufficiali, e che tracce di questa "via alternativa" possano essere ancora nascoste nelle mail.