Inceneritore di Acerra, Legambiente: “I gas inquinanti se non c’è vento rischiano di ristagnare”

“L’inceneritore di Acerra rispetta le normative per le emissioni dei gas inquinanti. Tuttavia, pur restando nei limiti, se si considera il valore assoluto, le quantità di sostanze inquinanti emesse in relazione al tempo sono tutt’altro che trascurabili e rassicuranti. In un giorno il camino del termovalorizzatore arriva ad emettere anche oltre 600 kg di Ossidi azoto nell’aria. E se le condizioni meteo non sono favorevoli per disperdere e diluire queste sostanze, perché non ci sono vento e pioggia, c’è il rischio che possano stazionare e accumularsi in alcune aree, con la conseguente esposizione dei residenti”.
A parlare a Fanpage.it è Giancarlo Chiavazzo, responsabile scientifico di Legambiente Campania, e componente dell’Osservatorio regionale sul Termovalorizzatore di Acerra. Chiavazzo è uno degli estensori della prima relazione sul funzionamento dell’inceneritore, pubblicata negli scorsi giorni, dalla quale è anche emerso che circa il 70% dei rifiuti conferiti all’inceneritore è costituito da cartone e plastica, tutti materiali riciclabili. “L’unica soluzione – è convinto Chiavazzo – è aumentare la percentuale di raccolta differenziata in provincia di Napoli, attualmente ancora troppo bassa”.
Come funziona l’attuale normativa sulle emissioni di gas nell’aria?
“La normativa vigente pone limiti alle emissioni in atmosfera misurate convenzionalmente in termini relativi ovvero in unità di peso di inquinante per unità di volume di gas emesso, ad esempio mg/Nm3 – milligrammi di inquinante per normal metro cubo di gas emesso. Questo approccio sconta, tuttavia, il grande limite di non tenere conto della portata dei gas emessi, invariante sia si tratti di pochi che di milioni di normal metri cubi per unità di tempo, e soprattutto del corpo recettore, l’atmosfera, in quanto lo si assume di dimensioni illimitate e quindi in grado di disperdere e diluire gli inquinanti comunque siano immessi. In linea generale è un assunto verosimile, ma in alcune circostanze, non irrilevanti, non lo risulta affatto.
Cosa significa in termini pratici?
Un grosso impianto come quello di Acerra, che ha una enorme capacità di trattamento, è in grado di emettere in un solo giorno anche 600 kg di ossidi di azoto e oltre 90 kg di monossido di carbonio, 22 kg di acido cloridrico, come emerge dalla documentazione a corredo del rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale del 2024, in riferimento all’anno di esercizio 2021, in termini di quantità medie giornaliere di inquinanti. In valori assoluti sono quantità giornaliere rilevanti. Siccome il camino è alto oltre 100 metri, il vento dovrebbe disperdere e diluire gli inquinanti. Ma se non si dovessero disperdere?
Quali altri dati avete analizzato?
Come Osservatorio abbiamo chiesto di approfondire anche altri dati. Dalle rilevazioni fatte nell’ambito dell’inventario regionale delle emissioni della Regione Campania per strutturare il piano di qualità dell’aria regionale, risulta che Acerra è ai primi posti per emissioni di inquinanti come i metalli pesanti: prima per cadmio, seconda per mercurio e arsenico.
Cosa si può fare?
L’incenerimento nella gerarchia della gestione dei rifiuti è al penultimo gradino, prima del conferimento in discarica. Bisogna lavorare in modo che le istituzioni possano conseguire elevati livelli di raccolta differenziata, che possano generare economie e ridurre l’impatto sul territorio regionale. Siamo ben lontani dall’obiettivo minimo fissato al 65% nel 2012, oggi siamo al 54%. Dobbiamo impegnarci per arrivare al 70% nei prossimi 4 anni.