La Campania riceverà 4.680 dosi di vaccino in meno: invece delle 43.290 attese ne arriveranno 38.610. È l'effetto della riduzione decisa dalla Pfizer, che ha tagliato di 165mila dosi, il 29%, la nuova fornitura per l'Italia (a fronte delle 562.770 dosi previste ne verranno consegnate 397.800). Una decisione, ha spiegato Domenico Arcuri, commissario straordinario per l'emergenza Covid-19, presa "in modo del tutto arbitrario, considerando che era già stato comunicato dal Commissario Straordinario alle Regioni che da lunedì 18 gennaio una fiala avrebbe contenuto 6 dosi di vaccino, come da recenti indicazioni di Ema e di Aifa".

"L'arbitraria distribuzione decisa dall'azienda, non condivisa né comunicata agli uffici del Commissario – ha proseguito Arcuri – produrrà un'asimmetria tra le singole Regioni, con una differente riduzione delle consegne e con sei Regioni che non subiranno alcuna riduzione". Le regioni più penalizzate sono la Lombardia e l'Emilia Romagna, dove mancheranno all'appello per ciascuna 25.740 dosi (ovvero 4.290 fiale, col nuovo calcolo di 6 dosi, e non più 5, per ogni fiala); segue il Veneto, con un taglio di 24.570 dosi. La Campania si ritroverà invece con 780 fiale in meno (4.680 dosi). Soltanto 6 regioni non risentiranno di questa modifica: Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Toscana e Umbria.

In Campania è in via di ultimazione la prima fase della campagna vaccinale (quasi 100mila vaccinati su una platea di 155mila tra medici, infermieri e operatori sanitari), il governatore Vincenzo De Luca ha annunciato che, secondo il piano messo a punto dalla Regione, a febbraio dovrebbe partire la seconda fase, quella riservata agli ultra 80enni. Contattato da Fanpage.it, il responsabile del settore Farmaceutico della Campania, Ugo Trama, ha spiegato che non c'è da preoccuparsi per i ritardi nelle consegne, dato che "ci sarà un ridimensionamento solo nella fornitura del 18 gennaio, ma già dal 25 gennaio dovrebbe rientrare tutto a regime".