55 CONDIVISIONI
video suggerito
video suggerito

Il narcos Bruno Carbone: “Sono grato all’Italia, i Servizi Segreti mi hanno salvato dai jihadisti”

Il broker della droga Carbone, interrogato nel processo a Raffaele Imperiale, ha raccontato i retroscena del suo arresto a Dubai.
A cura di Nico Falco
55 CONDIVISIONI
Bruno Carbone
Bruno Carbone

"Sono grato all'Italia": così il broker internazionale della droga Bruno Carbone, ex socio di Raffaele Imperiale e oggi come lui collaboratore di giustizia, nel raccontare ulteriori particolari della sua fuga da Dubai e del suo sequestro. Davanti ai giudici della settima sezione penale (presidente Marta Di Stefano) e al sostituto procuratore Maurizio De Marco, il narcotrafficante ha risposto alle domande degli avvocati del collegio difensivo nel corso di una udienza del processo che vede imputato "Lello Ferrarelle" e i suoi complici.

"Sono stato liberato grazie a un accordo, credo coi servizi segreti – ha detto Carbone – un accordo con i jihadisti che mi hanno sequestrato: sono grato all'Italia". L'uomo ammette di non essere a conoscenza di tutti i particolari che hanno portato alla sua liberazione. È possibile che un accordo realmente ci sia stato, ma è più probabile che sia stato stretto con le autorità turche, che avrebbero mediato coi jihadisti. Collegato in videoconferenza dalla località segreta dove è detenuto, ripreso di spalle, Carbone stamattina ha parlato del traffico di droga in cui era coinvolto e delle spedizioni di cocaina che riusciva a far arrivare in Italia passando per l'Olanda; di recente il narcos è stato raggiunto da nuove accuse, sempre relative al traffico di stupefacenti.

Parlando del suo sequestro, Carbone ha raccontato di essere stato preso nel marzo 2022 e chiuso in una stanza con una quarantina di persone; con lui c'era un suo stretto collaboratore, Anass Zamouri, con cui non è più riuscito ad avere contatti e non sa nemmeno se sia vivo o morto. Il 4 novembre 2022, ha aggiunto, era stato "prelevato e messo davanti a una telecamera con un coltello in mano". Dieci giorni dopo, il 14 novembre, "sono stato consegnato a delle persone che mi hanno portato in Italia".

55 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views