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Il congresso Pd a Napoli rischia di slittare ancora. La rabbia delle donne Dem: “Basta nomine di uomini”

Il congresso napoletano dei Dem potrebbe slittare ancora: non si trova l’accordo per le due partite: la segreteria provinciale e la giunta di Napoli.
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Francesco Dinacci, Bruna Fiola, Valerio Di Pietro, Anna Riccardi
Francesco Dinacci, Bruna Fiola, Valerio Di Pietro, Anna Riccardi

Il congresso provinciale del Partito Democratico di Napoli potrebbe saltare per l'ennesima volta e slittare (si sarebbe dovuto tenere inizialmente a dicembre). Motivo? Non si trovano accordi fra le aree del partito ma soprattutto c'è un problema grosso: una possibile quadratura del cerchio vedrebbe per l'ennesima volta un uomo al timone del partito, l'ennesimo dopo gli assessori in giunta regionale e la presidenza del Consiglio regionale. E sarebbe uomo anche il papabile assessore nel rimpasto al Comune di Napoli nella giunta del sindaco Gaetano Manfredi: niente male per un partito governato a livello nazionale da una donna, Elly Schlein.

L'area Schlein chiede la segreteria napoletana Dem

Veniamo alle questioni di aree: il "correntone Schlein", secondo un patto con l'area che fa riferimento a livello nazionale a Stefano Bonaccini (ormai entrambe le correnti sono confluite stessa parte a livello nazionale) dovrebbe esprimere qui a Napoli il segretario metropolitano che sostituirà Peppe Annunziata,  vicino all'attuale vicepresidente della Regione Mario Casillo. Il nome che si fa, è quello di Francesco Dinacci, riferimento dell'area Articolo Uno di Roberto Speranza. Dinacci è riferimento napoletano una delle tre gambe del "correntone Schlein", composto anche dall'area di Andrea Orlando, guidata qui da Marco Sarracino, dall'area che fa riferimento a Dario Franceschini che a Napoli si riferisce a Teresa Armato.

Assessore Pd a Napoli, in campo Valerio Di Pietro e Anna Riccardi

Il patto (che viene definito il ‘lodo Lello Topo' poiché proposto dall'europarlamentare, maggiorente Dem in provincia di Napoli) è che il segretario napoletano, Dinacci o chiunque altro, non ambisca né alle Politiche 2027 né ad un posto da assessore a Napoli. A Palazzo San Giacomo, infatti, i Dem devono sostituire Paolo Mancuso, dimessosi ormai 3 anni fa. I papabili assessori a Napoli sono Anna Riccardi, della Fondazione "Famiglia di Maria" ma soprattutto Valerio Di Pietro, giovane esponente Dem e costruttore, nel direttivo dell'Acen.

È tutto collegato, ma la quadratura del cerchio si è fatta più complicata nelle ultime ore: ieri un incontro fra "Le Democratiche", ha sancito il grosso malcontento delle donne del Pd partenopeo per la gran quantità di nomine affidate agli uomini senza nemmeno porre la questione di genere.

Nell'incontro Teresa Armato, presidente del Pd Campania e assessora comunale ha proposto un incontro col segretario Piero De Luca. Duro l'intervento della senatrice Valeria Valente: «Qui non sono stati fatti sforzi o se sono stati fatti non sono riusciti, non sono andati in porto».

Le donne Dem propendono per un documento pubblico, diffuso alla stampa, nel quale denunciano questo stato di cose. E chiedono una segretaria provinciale a Napoli, quindi di sparigliare uno schema di divisione per correnti già tracciato. Ci riusciranno? È da vedere.

Le opzioni Enza Amato e Bruna Fiola

Nel frattempo, ci sono anche possibili outsider. Voci di dentro ai Dem riferiscono che a raccogliere firme per candidature ci siano sia la presidente del Consiglio comunale di Napoli Enza Amato che la consigliera regionale Bruna Fiola, infuriata per l'esclusione dalla presidenza della commissione regionale Sanità (sulla quale si tratta ancora).

A proposito di Regione Campania: lunedì sera, per "compattare" la pattuglia Pd, Mario Casillo neo vicepresidente, ha organizzato una sorta di cena motivazionale con la truppa. A Castellammare di Stabia c'erano i consiglieri regionali eletti, gli assessori della giunta di Roberto Fico e il presidente del consiglio regionale Massimiliano Manfredi.

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