Un salvataggio durante l'alluvione del 15 ottobre 2015.
in foto: Un salvataggio durante l’alluvione del 15 ottobre 2015.

Cinque anni fa l'alluvione di Benevento: il 15 ottobre 2015 le forti piogge causarono l'esondazione del fiume Calore e di altri fiumi minori che portarono alla morte di due persone e fece danni incalcolabili al Sannio, soprattutto nella zona industriale. Le vittime furono una signora 70enne di Pago Veiano, travolta dalle acque, ed un secondo uomo che a Varoni di Montesarchio fu travolto dalla piena del fiume Calore mentre tentava di liberare lo scantinato di casa dal fango. I danni superarono i 120 milioni di euro.

All'epoca, tra le più colpite di furono anche due aziende diventate poi simboli del disastro perché completamente distrutte: il Pastificio Rummo e l'Agrisemi Minicozzi. Le stesse che oggi, a cinque anni dalla tragedia, ancora denunciano una mancata messa in sicurezza. Il pastificio Rummo venne travolto da un'onda alta oltre otto metri e solo per miracolo non vi furono vittime tra gli operai. Ma lo stabilimento venne distrutto dalla furia delle acqua. Anche la Agrisemi Minicozzi fu travolta in pieno: l'acqua alta dieci metri metri distrusse tutti i capannoni, che solo oggi è tornata ai fatturati del 2014, l'anno prima dell'alluvione. Ma tutto il Sannio, soprattutto in giornate come queste caratterizzate da forti piogge, resta con il fiato sospeso. Tutti i bacini d'acqua, cinque anni fa, esondarono, travolgendo ogni cosa. E ancora oggi, la situazione resta invariata. E quando i fiumi in piena del Calore, del Sabato e del Tammaro iniziano ad ingrossarsi sempre più per le violenti piogge autunnali ed invernali, la paura torna a farla da padrone, in una terra che non ha mai dimenticato l'alluvione del 2015.