27 Aprile 2022
16:53

I rapporti tra il clan della 167 di Arzano e il neomelodico: incassi sui concerti in cambio di un disco

Nell’ordinanza che, nei giorni scorsi, ha portato all’arresto di 27 persone ritenute alla guida del clan della 167 di Arzano, si fa il nome anche del neomelodico Pino Franzese: secondo gli inquirenti, il cantante sarebbe stato utilizzato per “ripulire” i proventi illeciti del clan.
A cura di Valerio Papadia
Il cantante neomelodico Pino Franzese
Il cantante neomelodico Pino Franzese

Spunta anche il nome del cantante neomelodico Pino Franzese, nome d'arte di Giuseppe Ben Salah (il quale, va chiarito, non risulta coinvolto nelle indagini) nell'ordinanza del gip del Tribunale di Napoli Maria Gabriella Iagulli sull'applicazione delle misure cautelari nei confronti di 27 persone (23 in carcere e 4 agli arresti domiciliari) ritenute appartenenti al cosiddetto clan della 167 di Arzano, nella provincia partenopea. Secondo gli inquirenti, in fase di indagine – esperite anche con intercettazioni telefoniche – si è accertato il rapporto tra il giovane cantante neomelodico e Pasquale Cristiano, tra i destinatari delle 27 misure cautelari eseguite dai carabinieri  qualche giorno fa, e ritenuto ai vertici dell'organizzazione criminale: per i giudici, il clan era subentrato nella gestione delle attività del cantante, che sarebbe stato utilizzato anche per "ripulire" i provenite delle attività illecite dell'organizzazione criminale; il neomelodico avrebbe ceduto parte degli incassi di festi e concerti in cambio del denaro per incidere un disco.

I rapporti tra clan e neomelodico documentati tra social e intercettazioni

I militari dell'Arma e i giudici, durante le indagini, hanno monitorato i profili social non soltanto degli indagati, ma anche di Pino Franzese. In una storia sul profilo Instagram del cantante neomelodico, datata agosto 2020, lo si vede seduto al tavolo di un ristorante con alcuni degli indagati. Durante lo stesso periodo, inoltre, gli inquirenti notano sul profilo Instagram di un altro dei 27 indagati una storia in barca in compagnia di Franzese: nell'occasione, su entrambi gli uomini è presente il tatuaggio di una corona, riconosciuta come simbolo del clan della 167 di Arzano, come confermato anche durante una intercettazione telefonica tra una delle donne indagate e un'altra donna.

Ancora durante una intercettazione telefonica tra la stessa donna indagata e una sua amica si fa menzione, poi, al rapporto tra Pasquale Cristiano e Franzese, che sarebbe stato presentato al boss dalla nipote, che al tempo aveva una relazione con il neomelodico. Nella telefonata si evince che "il cantante era un vero e proprio investimento per Cristiano" che "in cambio del finanziamento per l'incisione di un disco, gli corrisponde una percentuale sugli incassi per le partecipazioni a feste e ricevimenti".

Il gip Maria Gabriella Iagulli, che ha firmato l'ordinanza, sul rapporto tra Pasquale Cristiano e Pino Franzese: "Oltre a costituire un modo per reimpiegare e ‘ripulire' i proventi delle attività illecite, rappresenta una delle tante manifestazioni, sempre più diffuse nell'ambito della criminalità organizzata negli ultimi anni, per diffondere modello di comportamento e riaffermare non solo il controllo del territorio strettamente inteso, ma anche costumi e stili di vita che, soprattutto grazie alla comunicazione attraverso i social network, fanno presa sui più giovani e rappresentano una vera e propria forma di proselitismo e reclutamento".

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