Miriam e la mamma, Antonella Palladino
in foto: Miriam e la mamma, Antonella Palladino

"Signora, non vi preoccupate. La bambina sta bene, sviene per lo stress: è gelosa del fratellino appena nato". Poi, quel 17 ottobre 2019, la tragedia: Miriam Laezza si è sentita male mentre era a lezione di danza, a Cardito (Napoli). È morta a 5 anni. Per i medici che si sono occupati dell'autopsia si è trattato di morte naturale: sarebbe stata stroncata da un infarto. Ma ci sono tre episodi che portano i genitori, Giovanni Laezza e Antonella Palladino, ad avere dubbi: la bambina si era già sentita male a febbraio, a marzo e la terza volta ad aprile, ma in ospedale avevano detto che era completamente sana.

"Ci avevano assicurato che Miriam non aveva problemi – racconta a Fanpage.it Giovanni Laezza, che si è rivolto a un avvocato e ha sporto denuncia nei confronti dei medici – quando quel giorno ho visto mia figlia era già cianotica. Voglio sapere se qualcuno ha sbagliato nei soccorsi o se ci sono stati errori in precedenza, quando l'abbiamo portata in ospedale. Se aveva una malattia non diagnosticata, se si sarebbe potuta salvare. Vogliamo capire chi o cosa ci ha portato via la nostra bambina".

Antonella Palladino ha registrato un appello per chiedere che venga finalmente fatta chiarezza. "Vorrei che questo messaggio arrivasse a quei dottori che, quando mia figlia è stata in ospedale, mi avevano detto che Miriam stava bene, che io ero fissata, apprensiva – dice la donna – l'hanno dimessa con diagnosi di sincope vasovagale, dicendo che la bambina era gelosa del fratellino. Mia figlia è svenuta 3 volte:il 28 febbraio, il 24 marzo e il 21 aprile. Per 12/13 minuti non si riprendeva".

"Chiesi: "E se mi figlia sviene un'altra volta?". Mi dissero di non preoccuparmi – continua la mamma – dissero che nel caso avrei dovuto alzarle le gambe e si sarebbe ripresa. E che se non si fosse ripresa sarei dovuta andare in ospedale. Feci notare che Miriam restava senza sensi per più di 10 minuti, chiedendo se questo avrebbe potuto causare danni al cervello. "Non vi preoccupate, non succede niente", mi risposero". Ho bisogno di qualcuno che mi possa veramente aiutare a conoscere tutta la verità su mia figlia".