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I bufali morti venivano decapitati e poi dati in pasto ai cani: chiusa azienda agricola nel Casertano

La scoperta è stata effettuata dalla polizia provinciale di Caserta in un’azienda agricola a San Tammaro. Gli agenti hanno anche scoperto un vero e proprio cimitero di animali con residui in decomposizione.
A cura di Valerio Papadia
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Un'azienda bufalina degli orrori quella sequestrata nelle scorse dalla polizia provinciale di Caserta a San Tammaro: in particolare, gli agenti, guidati dal comandante Biagio Chiariello, hanno scoperto che l'allevatore smaltiva illecitamente i bufali morti che, una volta decapitati, venivano poi dati in pasto ai cani.

Nel corso dei controlli – eseguiti unitamente ai militari dell'Esercito Italiano e al personale dell'Asl – nell'azienda bufalina, che sorge a poca distanza dalla discarica "Maruzzelle", che nella provincia di Caserta è considerata una vera e propria ecologica, i poliziotti hanno scoperto anche un terreno di circa mille metri quadrati che era stato adibito a vero e proprio cimitero per animali: gli agenti hanno infatti rinvenuto residui in decomposizione, come crani, mandibole e femori.

I poliziotti provinciali hanno inoltre accertato lo smaltimento illecito dei liquami, come letame e altre deiezioni, ma anche acque di lavaggio e resti alimentari, che venivano sversati direttamente nel terreno, provocando grande inquinamento dello stesso. Infine, sono stati individuati anche tre operai non in regola con l'assunzione.

Per evitare l'ispezione da parte delle forze dell'ordine, l'allevatore ha posto inizialmente resistenza. Pertanto, l'uomo, residente a San Cipriano d'Aversa e già noto alle forze dell'ordine, è stato denunciato non soltanto per le irregolarità riscontrate nella sua azienda bufalina, ma anche per resistenza a Pubblico Ufficiale. Al termine dei controlli, l'azienda, di circa 30mila metri quadrati, è stata posta sotto sequestro.

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