22 Luglio 2021
9:52

G20, disoccupati e centri sociali manifestano al porto di Napoli: bloccate le merci in arrivo

Protestano i disoccupati ed i centri sociali a Napoli contro il G20: chiedono lo stop della rassegna dedicata all’ambiente ma anche lo stop ai licenziamenti ed all’inquinamento. Occupata l’area terminal e le merci in arrivo. Esposto uno striscione con la scritta: “Lavoro, salute, ambiente. La vita è una sola. Insorgiamo”.
A cura di Giuseppe Cozzolino

Prime manifestazioni contro il G20 di Napoli: stamattina alle prime luci dell'alba il Movimento Disoccupati "7 novembre" e alcuni esponenti dei centri sociali partenopei hanno bloccato le merci nel porto di Napoli. Le proteste sono contro il G20 ambiente che oggi inizia a Napoli ma non solo: chiedono anche il blocco dei licenziamenti e dell'inquinamento. Il gruppo, che ha occupato l'area terminale, ha esposto uno striscione "Lavoro, salute, ambiente. La vita è una sola. Insorgiamo".

Si prevede una giornata di forti tensioni a Napoli: con l'avvio del G20 e dopo i primi episodi di ieri, quest'oggi il rischio è che gruppi organizzati tentino di forzare i blocchi della zona rossa per manifestare. Schierati 800 carabinieri, le forze dell'ordine presidiano dall'alba tutta la zona rossa della città. Stamattina in città traffico regolare fino alle 7, quando è scattato il "blocco" veicolare e pedonale per tutte le strade coinvolte nel dispositivo traffico organizzato per regolare la sicurezza del G20. Blocco che durerà fino alle 23 di domani e che lascia prevedere, in ogni caso, diversi disagi alla viabilità cittadina, già duramente messa alla prova da strade bloccate da cantieri e situazioni come quella della Galleria della Vittoria, chiusa da mesi per lavori e che già normalmente costringe migliaia di persone al giorno a immensi giri con l'automobile per raggiungere dal quartiere Porto quello di Mergellina e viceversa. Situazione che rischia di diventare drammatica in caso di manifestazioni che potrebbero bloccare, ulteriormente, i già pochi varchi per residenti e lavoratori in una zona come Chiaia già alle prese con un piano traffico che nei giorni "regolari" sfiora la paralisi.

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