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Festa ‘gender reveal’ al campetto Molosiglio, ma il Comune l’aveva dato alla chiesa solo per lo sport

Il campetto di proprietà della I Municipalità e concesso alla parrocchia per lo sport dei ragazzi, utilizzato invece per un party di gender reveal. Borrelli: “Subito chiarezza”. De Giovanni: “Sia rispettata funzione sociale”
A cura di Pierluigi Frattasi
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Il campetto di calcio del Molosiglio, di proprietà della I Municipalità di Chiaia-Posillipo e dato in gestione alla parrocchia di Santa Lucia per far fare sport ai ragazzi gratuitamente, utilizzato invece per le feste private. È quanto sarebbe accaduto venerdì scorso, quando il campetto sportivo, ristrutturato con i fondi pubblici, sarebbe stato utilizzato invece per un party di gender reveal. Si tratta di un fenomeno molto in voga nei Paesi anglosassoni, con il quale si mette a conoscenza del sesso del nascituro, di solito con palloncini o fumogeni rosa per le femminucce e azzurri per i maschietti. Un evento che sta prendendo piede, però, negli ultimi anni anche in Italia.

La polemica: "Quel campo deve servire per lo sport dei giovani"

A Bagnoli, qualche tempo fa, fece discutere addirittura l'uso di un elicottero che sparse fumo rosa sul quartiere per rivelare il sesso della bambina. Nel caso del Molosiglio, però, a suscitare la polemica è il fatto che il campetto utilizzato per il gender reveal sia di proprietà del Comune di Napoli, e nello specifico della I Municipalità, e che sia stato concesso alla parrocchia solo per lo sport dei ragazzi del quartiere. A denunciare l'accaduto è stato il parlamentare Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi-Sinistra), che ha pubblicato il video sulla sua pagina Instagram: "Venga rispettata la funzione sociale, faremo chiarezza sulle motivazioni dell’uso improprio”.

Sulla vicenda Francesco Borrelli ha commentato:

“Un baby shower, la ‘festa’ per rivelare il sesso del nascituro, ha invaso il campetto di calcio del Molosiglio, di proprietà della Municipalità, dato in gestione alla parrocchia di Santa Lucia. Un party con addobbi, palloncini, festoni, un maxi schermo e batterie di fuochi d’artificio. Il tutto postato ovviamente sui social. Appena ristrutturato e restituito al territorio con la funzione di consentire ai ragazzi di giocare a calcio e fare sport, è stato profanato per scopi ben diversi da quelli che riconducono alla sua funzione sociale e aggregativa. Abbiamo appreso che la Municipalità si è già attivata per far luce sulla questione e denunciare i responsabili.

E conclude:

A quanto saputo, don Michele, che ha ereditato in gestione da padre Giuseppe il campetto, è stato contattato subito dal presidente della I Municipalità, Giovanna Mazzone, riferendogli che una mamma aveva chiesto di utilizzare il campetto per una partita. È importante rispettare la funzione sociale di quel campetto di calcio e faremo chiarezza sulle motivazioni che hanno portato all’utilizzo improprio. Va garantito un utilizzo coerente e costruttivo”. Lo ha detto Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra.

De Giovanni: "Si faccia subito chiarezza"

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere della I Municipalità, Francesco De Giovanni:

Quel campetto era stato concesso gratuitamente alla Parrocchia per far fare attività sportiva gratuitamente ai ragazzi del quartiere. Non per le feste private. Quello che è accaduto venerdì scorso, quando il campetto sportivo è stato concesso ad una famiglia per un party di gender reveal, cioè una festa per conoscere il sesso del nascituro, un fenomeno molto diffuso all'estero ma che sta prendendo piede anche in Italia, è inaccettabile, perché non è in linea con la finalità sociale per la quale era stata fatta inizialmente la concessione da parte della Municipalità. Ci auguriamo che cose del genere non vengano più fatte.

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