Fece condannare due tiktoker per cyberstalking: “I loro profili social ancora attivi, ho paura”

È una delle prime sentenze in Italia in cui si parla di cyberstalking puro e dei suoi effetti sulle vittime e in cui viene sanzionato un comportamento vessatorio completamente virtuale, senza mai che tra imputati e vittime vi sia stato contatto fisico. È una sentenza, quella di primo grado emessa dal Tribunale di Napoli Nord, che l'avvocato Arnaldo Bernini, che difende una delle due vittime, a Fanpage.it definisce "molto importante" proprio per questo, perché crea un precedente giurisprudenziale per trattare il cyberstalking anche in futuro.
Le due vittime, un uomo e una donna residenti in Campania, senza alcun contatto tra di loro, per mesi, nel 2024, sono state perseguitate a mezzo social da due uomini, due tiktoker poi arrestati nel 2025, con video di minacce, anche molto violente, che hanno avuto un grosso impatto sulla loro psiche, costringendoli a modificare le proprie abitudini di vita. Una delle vittime era stato indicato dagli imputati come molestatore, accusa poi conclusasi con un nulla di fatto, ma che è bastata per mortificarlo psicologicamente. Successivamente, per mesi, nei confronti dell'uomo e di un'altra donna è poi iniziata la gogna a mezzo social, con calunnie e minacce che hanno contribuito ad aggravare ulteriormente la loro situazione.
"Questa sentenza, se da un lato non potrà mai ripagare le vittime delle sofferenze patite – ha dichiarato a Fanpage.it l'avvocato Bernini, che difende la donna – da un lato è di fondamentale importanza, perché afferma che l'assenza di fisicità non significa assenza di materialità e offensività della condotta, tanto da determinare, nei confronti di uno degli imputati, una condanna importante". Un imputato, infatti, è stato condannato a due anni, mentre l'altro a 3 anni e 8 mesi di reclusione. "Questa sentenza – afferma ancora l'avvocato Bernini – fa capire anche che lo Stato non è recessivo e che il mondo dei social non è un mondo immateriale, che il mondo digitale non è più un luogo senza regole".
Nonostante le condanne (arrivate, ricordiamo, in primo grado di giudizio), però, la paura della donna, una delle vittime dei due Tiktoker, è ancora tanta. "Nonostante la condanna, i profili social sono ancora attivi e la paura è quotidiana. Abbiamo bisogno che questa storia torni a uscire per fermare queste persone e per tutelare altre potenziali vittime" ha sottolineato a Fanpage.it la donna assistita dall'avvocato Bernini.