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False assunzioni di extracomunitari: coinvolto dipendente dell’Ispettorato. Per una pratica “sicura” servivano 9mila euro

Giro d’affari per realizzare i nulla osta al lavoro di stranieri con assunzioni fittizie. Coinvolti aziende agricole e un dipendente dell’Ispettorato.
A cura di Redazione Napoli
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La Polizia di Stato ha smantellato un'organizzazione accusata di gestire false assunzioni di cittadini extracomunitari, con base operativa tra le province di Napoli e Caserta. Diciotto le persone indagate nell’inchiesta coordinata dagli investigatori della Squadra Mobile di Napoli. Secondo quanto emerso dalle indagini, al vertice del gruppo vi sarebbe stato un dipendente dell'Ispettorato territoriale del Lavoro di Napoli, ritenuto il promotore dell’organizzazione. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina pluriaggravato, falso e truffa.

L’operazione ha portato al blocco di oltre tremila pratiche irregolari. Tra gli indagati figurano anche diversi titolari di aziende agricole che avrebbero messo a disposizione le proprie imprese come datori di lavoro per simulare assunzioni di cittadini stranieri.mPer alcuni collaboratori dei principali indagati e per mediatori stranieri è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Le indagini hanno ricostruito il funzionamento del sistema, il cui obiettivo era arrivare al timbro sui «nulla osta al lavoro subordinato». Di che si tratta? Sono quei provvedimenti amministrativi con cui lo Sportello Unico per l'Immigrazione dell’Ufficio prefettizio competente autorizza il datore di lavoro ad assumere un lavoratore straniero residente all'estero.

Ebbene, secondo l'inchiestail dipendente "infedele" dell'Ispettorato avrebbe espresso direttamente o indirettamente i cosiddetti pareri, atti amministrativi che certificano la congruità delle richieste avanzate dai datori di lavoro e che costituiscono passaggio preliminare per ottenere il nulla osta. In diversi casi tali pareri sarebbero stati rilasciati anche grazie alla collaborazione di altri dipendenti pubblici. L’iter amministrativo risultava inoltre agevolato dal supporto di un Caf con sede nella provincia di Caserta. Gli accertamenti hanno inoltre documentato che i datori di lavoro compiacenti avrebbero percepito somme comprese tra 1.200 e 2.000 euro per ogni lavoratore straniero per il quale veniva presentata una richiesta di assunzione ritenuta fittizia.

Una "pratica sicura" costava tra i 6.500 e i 9mila euro, emerge dall'inchiesta, resa possibile  anche grazie a una cimice posizionata nell'auto dell'ispettore del lavoro. Così la polizia  è riuscita a intercettare e ricostruire il modus operandi della banda che aveva il suo centro operativo a Marcianise, in provincia di Caserta.  Sono stati eseguiti 15 arresti in carcere e tre ai domiciliari ma gli indagati sono 37, tra cui il 63enne dipendente dell'Ispettorato del Lavoro di Napoli ritenuto una delle figure principali dell'associazione avendo la possibilità di incidere sul rilascio dei nullaosta.

L'inchiesta, sfociata nelle misure cautelari emesse su richiesta della Dda di Napoli dal gip Raffaele Coppola, è partita grazie a un esposto anonimo fatto pervenire nel maggio 2018 alla Prefettura di Napoli circa una serie di irregolarità nella gestione delle pratiche relative all'ingresso nel Paese di lavoratori stranieri. Il dipendente dell'Ispettorato, legato al Marocco da interessi economici, aveva messo in piedi – emerge dalle indagini – una serie di relazioni con Agadir e Marrakech: in quelle due città gli stranieri che intendevano approdare in Italia entravano in contatto con i suoi complici che trasferivano le pratiche tra il capoluogo regionale e il Casertano, intascando fino a 2.100 euro per ciascuna richiesta accolta. 

«Ancora una volta un'indagine della magistratura porta alla luce una problematica che come Cgil denunciamo da tempo a Napoli e in tutta la Campania: le truffe ai danni di lavoratrici e lavoratori migranti che arrivano nel nostro Paese attraverso il Decreto Flussi» accusa la Cgil Napoli e Campania. «Sono mesi che denunciamo questa grave situazione, sono migliaia a Napoli e provincia i cittadini che hanno subito questo torto. Abbiamo tenuto diversi incontri con la Prefettura di Napoli alla quale abbiamo richiesto un tavolo inter-istituzionale per fare luce sulla questione e immaginare soluzioni. Riteniamo che la truffa sul Decreto Flussi vada affrontata in maniera seria e risolutiva».

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