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Covid 19

Estate, in Campania la maggior parte dei lidi rispetta le norme anti-Covid

Vasta operazione dei carabinieri del Nas durante il mese di luglio: sono oltre 30 gli stabilimenti balneari controllati dai militari dell’Arma, da Pozzuoli fino alla Penisola Sorrentina. Se le norme anti-Covid vengono generalmente rispettato, sono molte le carenze riscontrate sul piano igienico-sanitario: oltre 250 i chili di alimenti sequestrati perché privi delle indicazioni di provenienza e tracciabilità.
A cura di Valerio Papadia
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Un'estate sicura: è quella che vogliono garantire ai consumatori le forze dell'ordine. Ecco perché, durante tutto il mese di luglio appena trascorso (precisamente dal 10 al 31 luglio), i carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazioni e sanità) di Napoli, coordinati dal comandante Alessandro Cisternino, hanno controllato a tappeto oltre 30 stabilimenti balneari della fascia costiera, da Pozzuoli alla Penisola Sorrentina. Sotto la lente di ingrandimento dei militari dell'Arma, ovviamente, il rispetto delle norme anti-Covid: da questo punto di vista, i controlli hanno dato risultati confortanti; la grande maggioranza dei lidi ha dimostrato di essere in regola, avendo adottato un sistema di prenotazione per contingentare gli accessi ed evitare così assembramenti e termoscanner per misurare la temperatura agli ospiti, mettendo inoltre a disposizione dei clienti gel sanificante per la mani.

Cibo non tracciato: sequestrati 250 chili

Se le norme anti-Covid vengono rispettate, la stessa cosa non può dirsi purtroppo per quelle igienico-sanitarie: molte le carenze riscontrate dai militari del Nas. In particolare, i carabinieri hanno sequestrato oltre 250 chili di cibo privi delle indicazioni di provenienza e tracciabilità, mentre altri 20 chili di alimenti, soprattutto carne e pesce, sono stati sequestrati perché conservati in pessime condizioni igieniche. Contestualmente alle operazioni, i carabinieri hanno apposto i sigilli a due depositi di alimenti, del valore complessivo di 50mila euro, mentre ammontano a 20mila euro le sanzioni elevate complessivamente ai gestori degli stabilimenti balneari.

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