È morto il giornalista Pietro Gargano, storica firma del Mattino. Per 60 anni ha raccontato Napoli e il mondo

È morto all'età di 83 anni Pietro Gargano, decano dei giornalisti napoletani e storica firma del Mattino, quotidiano a cui ha legato la sua carriera lavorativa; dalle pagine del giornale napoletano ha raccontato, per oltre 60 anni, la città e grandi eventi della storia contemporanea. Il cronista si è spento questa mattina nella sua casa del centro storico di Napoli; i funerali si terranno domani, 9 aprile, a Portici, dove è cresciuto, nella chiesa di San Ciro, alle ore 17.
Nato nel 1943 a Vico Equense, ma trasferitosi con la famiglia pochi mesi dopo a Portici, Gargano è stato di ispirazione e di esempio per generazioni di cronisti che si sono succeduti nelle redazioni napoletane. Il suo rapporto, mai interrotto, col Mattino è cominciato nel 1963, da abusivo in nero; con gli anni è diventato caporedattore centrale, ruolo che ha ricoperto fino al 2008, anno del pensionamento; anche successivamente ha continuato a collaborare col giornale napoletano, di cui era ancora tra le firme più prestigiose, scrivendo per le pagine culturali ed editoriali per la prima pagina e la cronaca; da qualche anno curava una rubrica in cui rispondeva alle lettere dei lettori.
Alla guida dell'inchiesta sulla morte di Giancarlo Siani, il giornalista del Mattino ucciso dalla camorra nel 1995, nella sua lunga carriera Gargano non ha raccontato soltanto Napoli: da inviato ha seguito la rivoluzione portoghese del 1974, la guerra in Medio Oriente, il conflitto in Irlande del Nord e tra le personalità di rilievo mondiale intervistate figura Gheddafi. Parallelamente ha dato alle stampe oltre 50 libri; l'ultimo volume è dedicato a San Ciro, protettore di Portici.