È morto Francesco Nerli, ex deputato del Pci e del Pds, che a Napoli era stato presidente dell'Autorità Portuale. Nato il 26 gennaio 1948 a Rosignano Marittimo, nella provincia di Livorno, aveva 72 anni. Durante la sua carriera ha ricoperto diverse cariche sia nel Partito Comunista Italiano sia nel sindacato Cgil. Era stato eletto alla Camera dei deputati nel 1987 per la circoscrizione Siena-Arezzo-Grosseto e 5 anni dopo, nel 1992, era stato eletto al Senato della Repubblica. Nerli è stato presidente dell'Autorità Portuale anche a Civitavecchia ed è stato presidente dell'Associazione porti italiani. Ha dato il nome alla "Legge Nerli" (legge 84/1994), con cui è stato riformato l'ordinamento portuale italiano. Tra le figure storiche dello shipping italiano, Nerli era stato indagato per un danno erariale da 14 milioni all'Autorità Portuale di Napoli; vicenda che segnò la sua vita ma che lo vide completamente assolto da ogni accusa pochi mesi fa, nel giugno 2020, dopo otto anni.

"Apprendo con autentico dispiacere che Francesco Nerli non è più tra noi – ha detto Amedeo Laboccetta, ex deputato e presidente dell'associazione culturale Polo Sud – È stato un presidente stato un presidente dell'Autorità portuale di Napoli molto amato e rispettato da tutti e che rispettava tutti, profilo profondamente distante e di gran lunga più autorevole rispetto a quanti nel tempo si sono seduti sulla stessa poltrona. Siedevo tra banchi dell'opposizione in Consiglio comunale – ricorda Laboccetta – e lavorammo insieme per sbloccare il Piano regolatore del Porto che la sua stessa parte politica ingiustamente rallentava. Pur da posizioni politiche opposte, devo dare atto che la comunità portuale perde un uomo di grande valore, un autentico protagonista della riforma dei porti ed un ottimo sindacalista. Ma soprattutto una persona perbene".

"Nel suo lavoro ha impresso sempre passione, energia, amore per le persone e per le Istituzioni – scrive in una nota Pietro Spirito, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale – non sempre ha ricevuto coerenti riconoscimenti, anzi ha dovuto affrontare una lunga battaglia processuale, dalla quale è uscito con un pieno riconoscimento di innocenza, per non aver commesso il fatto. Caro Francesco, il porto di Napoli non ti dimentica".