È morta Diana Negri, la giornalista che per decenni ha valorizzato il patrimonio di Napoli: aveva 68 anni
Al Circolo Nautico Posillipo era entrata da ragazza, come figlia di un socio. Ne era diventata socia, poi dirigente nel settore che sentiva più suo, quello degli eventi culturali. È proprio il sodalizio rossoverde fra i primi ad annunciare la morte di Diana Negri, scomparsa all'improvviso a 68 anni.
Giornalista professionista e formatrice specializzata in comunicazione, marketing culturale e sviluppo personale, Diana Negri ha speso oltre trent'anni nella valorizzazione del patrimonio storico e artistico di Napoli. Ideava progetti per i siti storici della città e ha lavorato a stretto contatto con il Museo del Tesoro di San Gennaro e con il Museo Filangieri. Negli anni Ottanta era stata tra i motori di «Napoli City», rivista di riferimento per la città in quel decennio. La nota del Circolo Nautico Posillipo porta la firma della famiglia sociale, del presidente Stefano Postiglione e degli organi istituzionali, che si dicono «profondamente addolorati» per la sua «prematura scomparsa». Il circolo ne ricorda «la nobiltà d'animo, il garbo, la signorilità» e la definisce espressione della "meglio gioventù" rossoverde.
In poche ore il nome di Diana Negri riempie le bacheche social di colleghi, amici e volti noti della cultura napoletana. Tra i primi a ricordarla c’è l'imprenditore e pizzaiolo Gino Sorbillo, che su Facebook le rivolge un saluto personale: «Tu, il tuo sapere, la tua classe, il tuo nobile garbo e la tua infinita eleganza sempre al di sopra di tutto e tutti». Poche parole anche dalla cantante Monica Sarnelli, che parla di «un dolore immenso» e di una «donna meravigliosa dentro e fuori». Sui social si moltiplicano i messaggi di vicinanza alla famiglia. Quello di Sorbillo si chiude con un ringraziamento che in molti, nel mondo del giornalismo e della cultura partenopea, sembrano condividere: «Grazie per la tua leale e raffinata amicizia».