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Bambino morto dopo il trapianto del cuore danneggiato

Domenico morto dopo il trapianto, i medici austriaci: “Avevamo il ghiaccio buono, non ce l’hanno chiesto”

I chirurghi austriaci sono stati ascoltati dai pm italiani al confine. Le comunicazioni con il team italiano complicate dalla lingua.
A cura di Pierluigi Frattasi
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I chirurghi austriaci che si trovavano nella sala operatoria dell'ospedale di Bolzano il 23 dicembre scorso per l'espianto multiorgano che avrebbe donato il cuore anche al piccolo Domenico di Napoli avevano il ghiaccio buono per conservare l'organo. Ma nessuno glielo chiese. Questo quanto sta emergendo nelle ultime ore dalle testimonianze dei tre medici di Innsbruck rilasciate alla magistratura italiana al confine tra i due paesi, che li ha ascoltati come persone informate sui fatti. La squadra austriaca avrebbe avuto con sé sia il ghiaccio sterile che quello aggiuntivo, non sterile triturato, che serve poi per il confezionamento in vista del trasporto dell'organo.

L'equipe partita dal Monaldi di Napoli non ne aveva in maniera sufficiente, ma nessuno di loro l'avrebbe chiesto ai colleghi austriaci presenti in sala. La comunicazione tra i due team, secondo quanto ha riferito il chirurgo capo austriaco, sarebbe stata limitata a causa della barriera linguistica. Gli austriaci disponevano anche dei sacchetti di plastica sterili e di un box di trasporto idoneo. Questi ultimi, peraltro, acquistati dal Monaldi già nel 2023, che aveva comprato i nuovi modelli "Paragonix" al costo di quasi 200mila euro.

L'equipe medica di Innsbruck, presente in sala operatoria a Bolzano durante il prelievo del cuore destinato poi al piccolo Domenico a Napoli, insomma, disponeva di una quantità di ghiaccio più che sufficiente, ma nessuno gliel'avrebbe chiesto. Altrimenti, l'avrebbero messo a disposizione. In un momento di difficoltà durante l'operazione di espianto, il chirurgo capo austriaco sarebbe anche intervenuto spontaneamente per garantire il drenaggio sufficiente per portare a termine l'intervento. Secondo le prime ricostruzioni, infatti, a causa di un'incisione insufficiente, si sarebbe rischiata una congestione non solo del cuore, ma anche degli altri organi. L'intervento poi sarebbe proseguito senza ulteriori problemi.

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