“Sono dializzato, purtroppo ho preso il Covid19. Da sabato ho febbre e tosse, ma non riesco a trovare un posto dove essere ricoverato e fare contemporaneamente la dialisi. Non voglio morire. Aiutatemi”. È il grido di dolore di Gianni Tuccillo, 60enne napoletano di Scampia, dializzato da 3 anni dopo un secondo trapianto andato male, e in precedenza con altri 8 anni e mezzo di dialisi. La richiesta di aiuto di Gianni è stata rilanciata dall'associazione Aned, che si occupa di pazienti in dialisi. “In Campania ci sono circa 6mila dializzati – spiega Luisa Annunziata, segretario regionale Aned – ma i posti letto di ricovero per Covid per dializzati sono una trentina, irrisori rispetto alle esigenze. Mentre i centri in totale per la dialisi sono 140 circa. Siamo arrivati a un punto di non ritorno. C'è gente che rischia di morire perché non trova posti dove poter essere ricoverato per il Covid e fare la dialisi. Bisogna aumentare i posti letto e dedicare un servizio specifico”. Alle 14, l'Aned si è data appuntamento all'esterno della sede della Regione Campania al Centro Direzionale di Napoli.

L'appello di Gianni: “La mia odissea per il ricovero”

“Mi chiamo Gianni Tuccillo, ho 60 anni e sono di Scampia. Purtroppo sono stato contagiato dal Coronavirus e non riesco a fare la dialisi bene”. Inizia così il racconto di Gianni in un messaggio video all'Aned. Gianni ha febbre da alcuni giorni che non riesce a scendere e tosse.

“Da sabato – racconta – sto passando i miei guai. Ho scoperto di essere positivo al Coronavirus dopo aver fatto il test privatamente. Al Centro Dialisi mi hanno detto di rivolgermi al Cotugno per il ricovero. Sono venuto in ospedale sabato stesso dove mi hanno fatto il tampone che ieri mattina ha dato esito positivo. Intanto, però, fare la dialisi è diventata un'impresa. Ieri, l'ambulanza del 118 è riuscita a portarmi solo nel tardo pomeriggio al centro di Scafati, dove sono riuscito a fare 2 ore e mezza di dialisi, mentre normalmente ne faccio 4 ore ogni due giorni. Poi hanno cercato un posto per il ricovero fino a tardi, senza riuscirci. Ma io non posso continuare a chiamare l'ambulanza ogni due giorni. Stamattina, grazie a mio figlio che ha chiamato i carabinieri, è arrivata l'ambulanza e ora siamo in attesa, dietro altre ambulanze, al Cotugno che si liberi un posto per il ricovero. Non voglio morire. Aiutatemi. È assurdo che per un dializzato che ha bisogno di ricovero non c'è posto”.

“L'Aned – spiega Luisa Annunziata, segretario regionale Aned – chiede che i dializzati Covid e anche gli asintomatici vengano portati tramite 118 o 112 presso un centro dedicato esclusivamente ai pazienti dializzati, dove oltre ad essere curati possano fare anche dialisi. Adesso basta, abbiamo aspettato abbastanza. Vogliamo risposte alle nostre domande. Cosa devono fare i dializzati positivi asintomatici? Chi devono chiamare? Dove devono essere inviati per la dialisi?”.