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Da Napoli la truffa del finto maresciallo agli anziani di tutta Italia: 400mila euro il bottino

Almeno 15 colpi in tutto il Nord e Centro Italia, 400mila euro il bottino: il gruppo aveva la sua base a Forcella, a Napoli, con a capo un 32enne del posto.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Foto di repertorio
Foto di repertorio

Era a Forcella, nel cuore di Napoli, la base di un gruppo specializzato in truffe agli anziani in tutta Italia: quasi venti le persone coinvolte, a capo delle quali c'era un 32enne pluripregiudicato ed appartenente ad un noto clan del rione Forcella, con precedenti per associazione a delinquere di stampo mafioso, reati contro il patrimonio, stupefacenti e tentato omicidio. Da stamattina, oltre 100 poliziotti della Questura di Padova assieme ai colleghi partenopei della Squadra Mobile di Napoli hanno raggiunto tutti gli indagati.

Per il 32enne è scattato il carcere, mentre per altri 9 indagati il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Padova ha disposto l'obbligo di dimora e di presentazione quotidiana alla polizia giudiziari. Secondo le indagini degli inquirenti, quattro sarebbero gli organizzatori del gruppo, tra cui una donna di 22 anni, pregiudicata per reati contro il patrimonio e anche lei ora in carcere, assieme a due ventenni, pregiudicati per reati contro il patrimonio, raggiunti dall'obbligo di dimora con prescrizione della permanenza notturna presso la propria abitazione. Per altri dieci componenti del gruppo, indagati a vario titolo e con precedenti per reati contro il patrimonio sono scattate due misure di obbligo di dimora nel comune di residenza e quattro di obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, mentre altri quattro indagati sono in stato di libertà.

I reati contestati al gruppo sono quelli di associazione a delinquere finalizzata ad estorsioni e truffe con la tecnica del finto maresciallo o del finto avvocato, ai danni di persone anziane e fragili. Sarebbero almeno 15 quelli commessi nel Nord Italia: due a Padova, Venezia, Como, Bolzano e Teramo e uno a Verona, Trento, Cuneo, Modena ed Ascoli Piceno. Il bottino sarebbe stato pari a 400mila euro tra denaro contante, gioielli e preziosi.

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