È morto il procuratore aggiunto di Napoli Luigi Frunzio, capo della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Napoli. Sessantaquattro anni, lascia la moglie Simona e le due figlie. Il decesso in clinica a Imola, dove si trovava dopo mesi di ricovero in ospedale per Covid. A lungo in Rianimazione, nelle ultime settimane le sue condizioni di salute erano apparse in miglioramento, era riuscito a superare la malattia e, dopo la conferma della guarigione, tre giorni fa era stato trasferito nella clinica, dove avrebbe dovuto iniziare la riabilitazione. È stato stroncato da una crisi respiratoria nella mattinata di oggi, 25 marzo.

Frunzio era il coordinatore della Dda di Napoli e prima aveva coordinato il pool che si occupava dei reati in provincia di Nola, Torre Annunziata e Caserta; nella sua lunga carriera si è occupato più volte di indagini sulla malavita organizzata, in particolare dei clan attivi nell'area nord di Napoli e del cartello dei Casalesi. Aveva gestito le più importanti inchieste sul traffico illecito di rifiuti. Il 10 marzo 2020 Frunzio era stato designato dal procuratore della Repubblica di Napoli Giovanni Melillo come proprio vicario.

La notizia del decesso è stata diffusa dal Procuratore di Napoli, Giovanni Melillo. "Gigi era un uomo forte e mite, che ha lottato contro una malattia terribile con tutte le sue forze – ha scritto Melillo – un magistrato dalle doti rare per prudenza di giudizio e rigore nelle valutazioni. Ma anche di grande umanità. Era amato da tutti gli uomini e le donne del nostro ufficio. Abbiamo tutti perso un amico e un punto di riferimento insostituibile. È un giorno tristissimo per tutti noi".

"Ricordo con commozione ed affetto Gigi Frunzio, della cui intelligenza giuridica mi sono avvalso quando sono stato ministro della Giustizia – dice in una nota Clemente Mastella, oggi sindaco di Benevento – fu mio vice capo di gabinetto e ne apprezzai le capacità, l'umiltà, la pazienza e la dedizione generosa alle istituzioni. Era un magistrato di quelli di cui la giustizia può menare vanto. Coltivava un umanesimo giudiziario a volte difficile da rinvenire in tanti aspetti del pianeta giustizia. Voglio ricordarlo con le parole di Sant'Agostino: ‘Ti ringraziamo Signore per avercelo dato'. Alla sua famiglia, la mia vicinanza umana e cristiana".

"L'Amministrazione comunale di Napoli – si legge in una nota a firma del sindaco Luigi De Magistris – è vicina alla famiglie ed alle colleghe e ai colleghi di Luigi Frunzio e ne ricorda il grande impegno e la profonda dedizione al lavoro che lo ha portato nella sua lunga carriera ad occuparsi di delicati ed importanti procedimenti penali".